'Ndrangheta nel Vibonese: presunto boss condannato (NOME)
L’imputato era chiamato a rispondere di 16 capi d’accusa: per 6 di questi è stato riconosciuto responsabile, mentre per i restanti 10 è arrivata l’assoluzione

Arriva una nuova condanna nel procedimento “Maestrale-Olimpo-Imperium”, uno dei filoni giudiziari più rilevanti sulla criminalità organizzata nel Vibonese. Il Tribunale di Vibo Valentia ha inflitto 12 anni e 7 mesi di reclusione a Giuseppe Antonio Accorinti, 65 anni, indicato dagli inquirenti come figura apicale del locale di Zungri. La decisione è stata pronunciata dal collegio presieduto da Rossella Maiorana, con Luca Brunetti e Rosamaria Pisano a latere.
L’imputato era chiamato a rispondere di 16 capi d’accusa: per 6 di questi è stato riconosciuto responsabile, mentre per i restanti 10 è arrivata l’assoluzione. La Procura distrettuale antimafia di Catanzaro aveva invece chiesto una condanna a 18 anni di reclusione, nell’ambito di un impianto accusatorio che ricostruiva presunti assetti e rapporti criminali sul territorio vibonese.
Secondo quanto emerso nel corso del dibattimento, Accorinti sarebbe stato inserito in una struttura definita “caddara”, riconducibile ai Mancuso, indicata da alcuni collaboratori di giustizia come snodo di equilibri mafiosi locali. Il processo ha ricostruito anche presunti rapporti tra il gruppo di Zungri e le cosche dell’area tirrenica e dell’entroterra.
La sentenza rappresenta uno dei passaggi del più ampio procedimento “Maestrale”, che ha visto numerose assoluzioni ma anche condanne significative nel quadro dell’indagine coordinata dalla Dda di Catanzaro.
