Iniziano a trapelare i primi nomi delle persone coinvolte nell'inchiesta coordinata dalla Dda di Reggio Calabria. In manette anche il vice sindaco di Brancaleone

C'è anche il sindaco di Bova Marina, Vincenzo Rosario Crupi, tra le persone arrestate dai carabinieri all'alba di oggi nell'ambito dell'inchiesta denominata "Ecosistema". Il sindaco, finito ai domicliari, è accusato di corruzione, in merito all'appalto per la raccolta dei rifiuti nel suo comune.  Nomi "eccellenti" al centro dell'indagine coordinata dal Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Una nuova bufera giudiziaria che stavolta si abbatte sull'area grecanica ed, in particolare, sul basso ionio reggino.

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Ai domiciliari. Insieme a Crupi, sono finiti nei guai altri amministratori locali come il vice sindaco di Brancaleone Giuseppe Benevoli, classe '51, ufficiale dei carabinieri (agli arresti domiciliari con l'accusa di aver commesso un atto contrario ai doveri d'ufficio), l'assessore al turismo di Brancaleone, Alfredo Zappia, (ai domiciliari con l'accusa di aver commesso un atto contrario ai doveri d'ufficio), l'assessore all'ambiente di Brancaleone, Giuseppe Domenico Marino (obbligo di dimora per corruzione per un atto d'ufficio), l'ex sindaco di Melito Porto Salvo Giuseppe Iaria (ai domiciliari per turbativa d'asta per una gara d'appalto). Nei guai pure l'ex dirigente dell'Uffico tecnico di Melito Porto Salvo, Francesco Maisano,  e il dirigente della Provincia di Reggio Calabria, Carmelo Barbaro, entrambi ai domiciliari. Obbligo di dimora per l'assessore allo sport e turismo del Comune di Condofuri, Salvatore Trapani, con l'accusa di corruzione per un atto d'ufficio.

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Vincenzo Crupi

Giuseppe Iaria

Le accuse. Le persone destinatarie del provvedimento cautelare sono ritenute responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, turbata libertà degli incanti, violenza privata, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, tutte ipotesi aggravate dall'aver agito con modalità mafiose e per agevolare la cosca di riferimento; falsa testimonianza, corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, detenzione e porto illegale in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi comuni da sparo. Al centro dell'inchiesta c'è la gestione dei rifiuti con la ditta Ased dell'imprenditore Rosario Azzarà, pure lui arrestato. (m.f.)

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