È stata emessa oggi la sentenza, nel processo con rito abbreviato, per l'estorsione all’imprenditore Carmine Zappia, testimone di giustizia di Nicotera che ha deciso di denunciare diventando così un simbolo di resistenza contro la 'ndrangheta. Lo stesso Zappia, lo scorso 4 settembre, ha riaperto la propria tabaccheria (ne abbiamo parlato QUI).  Il Gup del Tribunale di Catanzaro, Paola Ciriaco, ha emesso 5 condanne e 2 assoluzioni, considerando colpevoli per l'estorsione Alfonso Cicerone, difeso dai legali Campisi e Barillari, e Rocco D'Amico, difeso dagli avvocati Anselmo Scappatura e Antonino Cosentino.

Per loro il Tribunale ha previsto una condanna, rispettivamente, a 9 anni e 8 mesi (Cicerone) e 4 anni e 8 mesi (D'Amico). Tra le assoluzioni invece c'è il genero di Antonio Mancuso, Salvatore Comerci, difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Paride Scinica - per il quale la Dda aveva chiesto 9 anni e 8mila euro di multa - che è stato assolto per non aver commesso il fatto. Assolto anche Salvatore Gurzì, difeso dall'avvocato Giuseppe Spinelli, anche lui per non aver commesso il fatto.

Sono stati infine condannati per furto, ma sono cadute le accuse di favoreggiamento alla cosca Mancuso e l'aggravante mafiosa, Gabriele Gallone, difeso dall'avvocato Paride Scinica, Giovanni Iermito e Francesco D’Aloi, entrambi difesi dall'avvocato Francesco Capria. Per tutti e tre la pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 4 anni. (a.s.)

 

Lotta alla 'ndrangheta, nasce nel Vibonese il "Modello Zappia" (FOTO-VIDEO)
Nicotera ha vissuto un pomeriggio, per certi versi, inusuale, ma dalla portata storica. Un momento dal significato inten...