Non più solo riti arcaici e linguaggi cifrati a voce, ma una vera e propria multinazionale del crimine capace di sfruttare le tecnologie più avanzate per sfuggire ai radar degli inquirenti. L'ordinanza di custodia cautelare firmata dal GIP del Tribunale di Catanzaro, Gilda Danila Romano, scatta una fotografia nitida della moderna 'ndrangheta, capace di gestire rotte globali di stupefacenti attraverso l'uso di piattaforme di messaggistica criptata come SkyECC.

L'inchiesta evidenzia come i sodali, tra cui figurano esponenti di spicco delle aree di Fabrizia, Stefanaconi e Dasà, si ritenessero al sicuro comunicando tramite dispositivi dotati di software crittografici. Lo scudo è stato però infranto grazie alla complessa attività di cooperazione internazionale che ha permesso di acquisire le chat intercettate sui server in Francia.

Questi messaggi hanno permesso di ricostruire la pianificazione di ingenti importazioni di cocaina, la gestione di forniture di marijuana destinati a complici in diverse regioni italiane, inclusi contatti in Abruzzo e nel Lazio e il coordinamento logistico per la consegna di decine di migliaia di euro in contanti, provento del narcotraffico, tra i vari membri dell'organizzazione.

Dalle intercettazioni emerge il ruolo centrale di Angelo Maiolo, capace di tessere trame criminali che partendo dal Vibonese raggiungevano il Nord Italia e persino la Sardegna. L'uso di SkyECC permetteva di discutere prezzi, campionature di narcotico e modalità di occultamento in tempo reale, garantendo un livello di segretezza che per anni ha reso la 'ndrangheta quasi invisibile.

L'inchiesta "Aquarium" dimostra però che la tecnologia è un'arma a doppio taglio: quelle stesse chat che dovevano proteggere i segreti delle cosche, intercettate dagli inquirenti francesi, sono diventate oggi la prova principale per smantellare i nuovi assetti del narcotraffico vibonese.