'Ndrangheta nel Vibonese, prorogati i domiciliari per esponente del clan (NOME)
Accolta l’istanza della difesa: confermata l’incompatibilità del quadro clinico con la detenzione in istituto

Resta agli arresti domiciliari Antonio Pititto, 72 anni, originario di Cessaniti. Il Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro ha infatti disposto la proroga per ulteriori due anni della misura, ritenendo non compatibile il suo stato di salute con la permanenza in una struttura detentiva. Il provvedimento è arrivato al termine dell’udienza in camera di consiglio e accoglie l’istanza di differimento dell’esecuzione della pena presentata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Demetrio Procopio.
I giudici hanno confermato le prescrizioni già in atto, stabilendo che l’uomo continui a scontare la misura presso il proprio domicilio nella frazione Favelloni di Cessaniti. Il collegio, presieduto dal magistrato Maria Teresa Carè, ha esaminato la documentazione sanitaria aggiornata, che descrive un quadro clinico definito grave e complesso.
Già nel dicembre 2023 il Tribunale di Sorveglianza di Messina aveva evidenziato un concreto pericolo di vita in caso di detenzione in carcere. Le condizioni dell’uomo risultano caratterizzate da più patologie croniche e invalidanti, con numerosi ricoveri d’urgenza nell’ultimo anno presso l’ospedale di Vibo Valentia, l’ultimo dei quali registrato lo scorso 1 maggio.
Nel valutare la richiesta, il Tribunale ha preso in considerazione anche l’aspetto della pericolosità sociale, ritenuta ormai attenuata, in relazione al tempo trascorso dai fatti per cui è intervenuta la condanna definitiva, risalenti a oltre dieci anni fa e con sentenza di primo grado del 2014 del Tribunale di Vibo Valentia.
Nel provvedimento viene inoltre richiamato il parere favorevole della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che non ha ravvisato elementi ostativi alla prosecuzione della misura alternativa alla detenzione, posizione confermata anche dalle più recenti informative delle forze dell’ordine.
