Operazione "Diacono" nel Vibonese: titoli di studi in cambio di denaro (I DETTAGLI)
Sono ritenuti responsabili in concorso, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione, falso in atti destinati all'autorità giudiziaria, falso in atto pubblico, abuso d'ufficio e autoriciclaggio. Un terremoto giudiziario che questa mattina ha scosso il Vibonese, con l'operazione estesa anche alle province di Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e Napoli dove i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vibo Valentia, con l'ausilio di personale dei reparti arma territorialmente competenti e il supporto aereo fornito dall'8° Nucleo Elicotteri Carabinieri, hanno eseguito una ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Vibo Valentia su richiesta della locale Procura della Repubblica, guidata dal dottor Camillo Falvo, nei confronti di 10 soggetti (8 in carcere, 2 agli arresti domiciliari), operanti nel settore dell'Istruzione, circuito Afam e istituti paritari.
L'operazione. L'indagine, denominata "Diacono", condotta sotto la guida del Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia e del sostituto Ciro Lotoro, è stata avviata a seguito del ritrovamento, il 2 luglio 2020, di un arsenale di armi (da guerra e clandestine) e ingente somma di denaro presso l'abitazione di Davide Pietro Licata, contigua all'Istituto "Accademia Fidia", gestito dalla famiglia Licata. Gli approfondimenti hanno consentito di ricostruire una rete di istituti formativi (paritari e artistici/musicali) che ha illecitamente prodotto, in cambio di denaro e/o altre utilità, titoli di studio e attestati (oltre che operato fittizie assunzioni), al fine di favorire la partecipazione dei beneficiari a pubblici concorsi per l'assunzione di personale docente e Ata (Assistente Tecnico Amministrativo). Tali illecite condotte sono state agevolate e rese possibili grazie alla corruzione di un alto funzionario del Miur, il quale è incaricato, fra l'altro delle attività ispettive e di controllo degli istituti provati accreditati al Miur.
La direttrice dell'Ufficio Scolastico Regionale. C'è anche la direttrice dell'Ufficio scolastico regionale della Calabria Maria Rita Calvosa tra le 13 persone indagate, in stato di libertà, nell'inchiesta della Procura di Vibo Valentia che ha portato all'arresto di 10 persone, otto in carcere e due ai domiciliari, con l'accusa di falsi e corruzione nella pubblica amministrazione. Calvosa, 59 anni, romana, è alla guida dell'Ufficio scolastico regionale per la Calabria dal settembre del 2018, dopo essere stata per dieci anni responsabile dell'ambito territoriale di Latina.
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