I fratelli Vincenzo e Giuseppe Loielo furono trucidati a colpi di fucile nelle campagne di Gerocarne nel 2002 nell'ambito della sanguinosa faida delle preserre vibonesi

La Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro, sezione prima, presieduta da Antonio Giglio, ha confermato la pena dell'ergastolo per Bruno Emanuele e Vincenzo Bartone, in accoglimento delle richieste del procuratore generale Salvatore di Maio, che aveva insistito per la piena conferma della sentenza di condanna al carcere a vita già pronunciata dalla Corte di Assise di Catanzaro del giugno 2016.

Il verdetto. Emanuele Bruno e Vincenzo Bartone sono stati così ritenuti responsabili, anche dalla Corte di Assise di appello, dell'omicidio dei fratelli Vincenzo e Giuseppe Loielo, trucidati a colpi di fucile cal. 12 nelle campagne di Gerocarne il 22 aprile 2002. Il duplice omicidio, ritenuto dai giudici premeditato, rientra nelle dinamiche criminali della sanguinosa faida delle preserre vibonesi, che vedeva contrapposti il clan Emanuele alla famiglia Loielo. L'omicidio dei due fratelli Loielo è stato ritenuto aggravato dall'essere commesso con metodo mafioso ed al fine di agevolare l'attività dell'associazione mafiosa di riferimento, riconducibile al gruppo degli Emanuele, associazione di stampo mafioso denominata “locale dell'Ariola” ed operante nei comuni di Gerocarne, Ariola, Sorianello, Soriano Calabro, Vazzano, Pizzoni, Arena, Dasà ed Acquaro.

Scenario criminale. A capo dell'associazione mafiosa è ritenuto Antonio Altamura, capo locale; la consorteria sarebbe costituita da una pluralità di cosche, con potere militare, ciascuna diretta da un capo cosca operante su una specifica porzione di territorio; abbiamo dunque la cosca “Maiolo”, poi sostituita dalla cosca “Loielo” contro la quale venne ingaggiata una vera e propria faida ultraventennale. La cosca venne poi appoggiata dagli Emanuele, che a loro volta si impossessarono dei territori controllati dai Loielo. Altre cosche erano costituite dai Gallace e dagli Altamura.

Parti civili. Nel processo si sono costituiti parti civili i Comuni di Vazzano, Pizzoni, Dasà, Sorianello, Arena, Gerocarne, Acquaro, Soriano Calabro, che hanno ottenuto il risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede.

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