Calcioscommesse, le rivelazioni del pentito: "Così truccammo Avellino-Reggina"
Sono state le rivelazioni del pentito di camorra Antonio Accurso ad avviare l'inchiesta della Dda di Napoli che coinvolge indirettamente il club amaranto all'epoca della militanza in B
Immancabile come ogni fine stagione arriva l'inchiesta sul calcioscommesse. Stavolta a tremare è la Serie B e nel fascicolo che la Procura di Napoli ha trasmesso alla Federcalcio compare pure il nome della Reggina, indirettamente coinvolta. Nel mirino degli inquirenti e degli 007 federali c'è infatti la partita tra l'Avellino e la Reggina terminata con il punteggio di tre reti a zero e giocata nella passata stagione. Sono state le rivelazioni del pentito di camorra Antonio Accurso, ad avviare l'inchiesta della Dda di Napoli.
Le rivelazioni del pentito. Il collaboratore di giustizia, in particolare, nel ribadire il ruolo di contatto dei calciatori Izzo e Millesi, parla dell'andamento dei fatti in occasione della sfida del 25 maggio 2014, finita sotto la lente degli investigatori. Ecco uno stralcio delle rivelazioni riportate dall'Ansa: "La partita successiva era Avellino-Reggina e Millesi si offrì subito, per 50mila euro, di intervenire con quelli della Reggina per garantire la vittoria dell'Avellino. Gli mandammo subito 50mila euro per il tramite di Pini e la domenica mattina Millesi mandò il solito sms a Pini che disse a Geremia che potevamo giocarci 1 fisso sulla vittoria dell'Avellino. Scommettemmo circa 400mila euro, la partita finì 3-0 per l'Avellino e guadagnammo 60mila euro, anzi 110 mila sulle scommesse da cui andavano dedotti i 50mila già dati a Millesi. La sera stessa io venni arrestato e Pini era in mia compagnia. La partita Avellino-Reggina era appena finita che Millesi mandò a Pini un sms dicendo che c'erano 'ottime notizie' per la partita Padova-Avellino, l'ultima di campionato, ma non se ne fece nulla perché io venni arrestato".
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