Le mani della camorra sulla Serie B: 10 arresti. Sospetta combine su Avellino-Reggina
Nel mirino dei pubblici ministeri napoletani la rete degli affiliati ai boss Antonio e Umberto Accurso ed il calciatore Armando Izzo
Un blitz dei carabinieri ha portato a 10 misure cautelari nei confronti di affiliati alla cosca Vanella Grassi, ma anche alla scoperta di alcune partite del campionato di calcio di serie B della stagione 2013-2014, il cui risultato e' stato alterato dal clan.
Le partite. Due le partite finite nel mirino del pm. La prima è Modena-Avellino 1-0 del 17 maggio 2014, per la quale i magistrati sospettano una combine che vede coinvolti fratelli Umberto e Antonio Accurso e l'ex calciatore Luca Pini, e i giocatori Francesco Millesi e Maurizio Peccaresi. La seconda partita è Avellino-Reggina 3-0 del 25 maggio 2014, coinvolti il boss Antonio Accurso, Pini, Millesi e il calciatore Armando Izzo. Identificati, inoltre, i componenti della rete di affiliati vicina ai boss Antonio e Umberto Accurso, arrestato l'11 maggio scorso.
Le intercettazioni. "Dobbiamo mangiare tre polpette, abbiamo la pancia piena", si sente dire da uno degli indagati nelle intercettazioni, in riferimento alle partite il cui risultato interessa alla cosca che venga alterato. La misura cautelare riguarda dieci indagati, sette per associazione a delinquere di stampo mafioso; una persona e' indagata per favoreggiamento di uno dei capi del gruppo attivo nei quartieri a nord del capoluogo campano; e due, appunto, per aver alterato i risultati di incontri di serie B a favore del clan, reati aggravati da finalita' mafiosa. L'inchiesta ha individuato i capo piazza, i pusher, gli armieri e i distributori degli stipendi agli affiliati e ai familiari dei detenuti nel gruppo del boss Accurso.
Le ipotesi investigative. Secondo gli inquirenti Antonio e Umberto Accurso, entrambi ritenuti esponenti del clan "Vanella Grassi", avrebbero promesso 200.000 euro e poi consegnato materialmente 30.000 euro al calciatore Francesco Millesi, attraverso l'intermediario l'ex calciatore Luca Pini. Millesi avrebbe utilizzato tale somma - sempre secondo l'accusa - per corrompere altri giocatori; in particolare, avrebbe "influito" su Maurizio Peccarisi per favorire la rete del Modena contro l'Avellino in conformità dell'accordo illecito. Sulla partita gli Accurso avrebbero scommesso 400.000 euro, guadagnandone 60.000. Per quanto riguarda l'altro capo di imputazione, relativo alla partita Avellino-Reggina, Antonio Accurso è accusato di aver offerto 50.000 euro, consegnati sempre attraverso Luca Pini a Millesi che li avrebbe utilizzati per corrompere giocatori della Reggina non identificati e favorire la vittoria dell'Avellino sulla quale lo stesso Accurso aveva scommesso 400.000 euro guadagnandone 110.000.
