I giovani calabresi contro la politica dell'odio: lanciata una petizione per le dimissioni di Spirlì
"Siamo giovani ragazze e ragazzi calabresi, chiediamo alla presidente della giunta regionale Jole Santelli che il vice presidente Nino Spirlì venga immediatamente rimosso dall’incarico a seguito delle sue dichiarazioni offensive e discriminatorie". Non si placano gli animi, nonostante i tentativi di metterci una pezza (ne abbiamo parlato QUI), contro le dichiarazioni di Nino Spirlì. A mettersi in gioco sono ora i giovani calabresi che hanno lanciato una petizione, che in poco tempo ha raggiunto quasi 1000 firme, per chiedere le dimissioni del vice presidente e assessore alla Cultura della Regione.
Pagine più buie della politica calabrese. Quello che è avvenuto a Catania "costituisce una delle pagine più buie e tristi della politica calabrese degli ultimi anni", le affermazioni di Spirlì "sono discriminatorie" e "offendono solo le minoranze, che ha etichettato con questi appellativi oltraggiosi, ma tutti i cittadini calabresi che da un uomo delle istituzioni si aspettano quel senso di disciplina e onore, che l’articolo 54 della Costituzione impone ai suoi funzionari". La libertà, da lui rivendicata, di utilizzare queste offese "è in evidente contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza, tolleranza e tutela delle minoranze. In Calabria e soprattutto in giunta regionale, non può essere dato spazio a persone che ricorrono ad epiteti ingiuriosi e ad argomentazioni razziste, omofobe e xenofobe. Eliminare quelle parole dal lessico comune non significa imbavagliare i cittadini o limitare la libertà di espressione, ma serve a garantire e a tutelare la dignità di qualsiasi individuo (qualunque sia il colore della sua pelle, il suo orientamento sessuale o la sua etnia)".
Diffusione di un clima d'odio. Spirlì riferisce che “quelli che verranno dopo non avranno testimonianza di quello che era vero”. "Da giovani calabresi - rispondono nella petizione - vogliamo rassicurare il vicepresidente: avremo sempre salde in mente le testimonianze di chi ha lottato contro le discriminazioni e di chi si è battuto per riconoscere parità di diritti. Di sicuro i suoi discorsi, dopo questa dovuta indignazione generale, saranno condannati alla damnatio memoriae che si meritano. Questa è la fine di chi, invece che costruire un futuro più prospero per la sua terra, rievoca dispute appartenenti al passato e diffonde un clima d’odio e di alterco. Ricordiamo all’equilibrato signor Spirlì che lui è l’assessore alla Cultura e non alla Cultura dell’Odio!".
Santelli non può tacere. "La governatrice Santelli - concludono gli autori della petizione - non può tacere dinanzi al turpiloquio del suo braccio destro, ma ha l’obbligo morale e istituzionale di chiarire le sue posizioni in merito. Oltre alle parole dell’ass. Spirlì, anche il silenzio dell’On. Santelli lede l’immagine della Calabria, che è da sempre una terra tollerante, inclusiva e accogliente; dove all’odio e alle offese non può e non deve essere dato spazio. Le nostre posizioni in merito sono chiare ed esaustivamente spiegate. Noi, giovani ragazze e ragazzi calabresi, chiediamo al presidente della Giunta regionale della Calabria, Santelli, che il signor Nino Spirlì sia allontanato immediatamente dalla giunta regionale".
