giustizia-toga-tribunale
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La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha riformato la sentenza emessa il 4 marzo 2024, con rito abbreviato, dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Barbara Borelli, nei confronti di Walter Loielo, 30 anni, di Gerocarne, accusato dell’omicidio del padre Antonino Loielo e del reato di occultamento di cadavere in concorso con altre persone al momento ancora ignote.

I giudici di secondo grado hanno rideterminato la pena in nove anni e 10 mesi di reclusione, in luogo dei 20 anni di carcere inflitti in primo grado. Accolti, dunque, i motivi d’appello formulati dall’avvocata Caterina De Luca, difensore dell’imputato, relativi all’errata determinazione della pena in primo grado e al riconoscimento delle attenuanti generiche, ritenute prevalenti sulla contestata aggravante. Revocata anche la libertà vigilata.