Quello del sindaco Limardo, e della maggioranza, è un “dipinto fiabesco che rappresenta una città in salute, quasi invidiata a livello regionale” mentre “in realtà è una città che non ha alcuno sblocco di crescita e che non sta riuscendo a gestire la crisi Covid”. Così il coordinatore cittadino del Pd di Vibo Valentia, Francesco Colelli, in una conferenza stampa - online a causa dell’aumentare dei contagi sul territorio - convocata per rispondere a un’altra conferenza, quella di fine anno, del sindaco Maria Limardo (ne abbiamo parlato QUI). “Ci viene detto che va tutto bene, che 'stiamo lavorando per voi', che 'stiamo facendo grandi opere'. Invece - ha ribadito il segretario provinciale Vincenzo Insardà - stiamo vivendo la pagina più difficile dal dopo guerra, e questo modo di fare politica, senza dire la verità, provoca un danno ai cittadini”.

“Sindaco arrogante e dice bugie”.
“Non è assolutamente serio - ha affermato il capogruppo in Consiglio comunale Stefano Luciano - convocare una conferenza stampa e dire tante bugie ai cittadini. I rappresentanti istituzionali devono parlare il linguaggio della verità. Un sindaco serio, inoltre, individua i problemi e cerca di trovare delle soluzioni. E nel fare questo cerca di collaborare con l’opposizione: il sindaco Limardo ha dichiarato, a parole, di voler collaborare, ma questo poi non avviene. Abbiamo un sindaco arrogante, che non vuole dialogare, che dice bugie e non inquadra i problemi, e un’Amministrazione caratterizzata da una forte incapacità amministrativa”. Con un duro affondo anche sul tema della legalità: "Ci sono soggetti politici, che hanno avuto contatti con presunti appartenenti alla criminalità organizzata, che hanno appoggiato questa Amministrazione in modo strutturale. Cosa fa il sindaco per sgombrare il campo da qualunque equivoco? Non ha mai preso le distanze da questi soggetti che l'hanno accompagnata in campagna elettorale e sono presenti ancora oggi".

Città divisa sulla riapertura delle scuole.
Il consigliere comunale Stefano Soriano, poi, ha posto l’accento sul fatto che diverse proposte “vengono considerate non discutibili solo perchè portate avanti dalla minoranza”, ricordando anche che “il sindaco in questo periodo ha preso le deleghe alle Politiche sociali, così facendo ha ben 20 deleghe ma anche ben 9 assessori: dovrebbe avere più fiducia nella sua squadra e anche nell’opposizione”. Affermando poi che “sta dividendo la città sulla riapertura delle scuole, sono nati due comitati opposti”. Sulla questione scolastica gli ha fatto eco Gernando Marasco, componente del coordinamento cittadino: “Non c’è stato nessun inviato al dialogo, alla calma, e se quando una parte aggredisce l’altra chi deve essere super partes sta zitto, allora sta avallando l’aggressione”. Aggiungendo: "Le norme sulle attività didattiche le fanno il Parlamento e il Governo, un sindaco, uomo o donna delle istituzioni, le rispetta e può emanare ordinanze di chiusura solo per motivi contingenti e transitori, quali carenza idrica, allerta meteo o focolai Covid come quello che attualmente sta vivendo Vibo".

“Secondo dissesto colpa di questa Amministrazione”.
L’opposizione fa quindi l’opposizione. E così se da un lato il sindaco racconta una città in pieno sviluppo, parlando di "nuova era" per Vibo, dall’altro viene addossata al primo cittadino qualsiasi responsabilità. Anche per quanto riguarda il probabile secondo dissesto causato da anni e anni di malagestione, precedenti all’Amministrazione Limardo. “Non siamo noi a individuare le sue responsabilità - ha risposto Stefano Luciano - ma è la Corte dei Conti. Un Piano di riequilibrio si basa su tre questioni: capacità di individuare l’esatto quantitativo del debito, spiegare come uscire da questa situazione debitoria e come non maturare altri debiti. Sul primo punto la Corte dice ‘così non va bene, non avete fatto una sana ricognizione, quindi ve la faccio io’. Così come ha ritenuto non credibili i modi che l’Amministrazione ha individuato per recuperare altre somme. Non siamo noi ad addebbitare il dissesto a questa Amministrazione. Questo piano di riequilibrio è buono? La Corte dei Conti dice di no”. "In campagna elettorale aveva detto 'farò in modo di uscire dal dissesto' - chiosa Luciano - ma ha fallito".

Poche proposte dall'opposizione? "Maggioranza ci ha messo il bavaglio".
Sono state poi elencate - anche dagli altri membri del coordinamento Claudia Gioia, Samantha Mercadante, Antonio Iannello e Carmelo Apa - una serie di mancanze dell’Amministrazione comunale: dai "Piani di zona" per le Politiche sociali “che non sono stati attivati”, ai “veri problemi riguardanti la pianificazione urbanistica che non sono stati risolti, con il Psc che ha cristallizzato i vincoli pregiudicando, soprattutto a Vibo Marina, lo sviluppo del territorio”. Così come anche sul commercio per il quale “l’Amministrazione ha fallito in pieno”. L’impressione, alla fine, è che ci si impegni a dire “se ci fossimo noi le cose andrebbero meglio” senza, però, mettere in campo proposte concrete. Non è dello stesso avviso Stefano Luciano: “Sul piano della concretezza basta controllare gli ordini del giorno depositati dal Partito Democratico. In ogni Consiglio comunale ci sono 4-5 punti che poi la maggioranza non vuole discutere, perchè è una maggioranza antidemocratica che ha messo il bavaglio all’opposizione". Da qui un elenco "di soluzioni che abbiamo individuato: dalla pulizia dei fossi a una proposta importante sui Lavori pubblici per quanto attiene il porto, oltre alla riconversione dell'Italcementi. Ma non solo: un piano strategico per le isole ecologiche, di sistemazione di alcuni marciapiedi, ma abbiamo proposto anche di ridurre le tasse accedendo al fondo di solidarietà o l'apertura di una biblioteca a Vibo Marina". "Abbiamo fatto tantissime proposte concrete - conclude Luciano - mentre non c’è una sola iniziativa concreta presentata dai consiglieri comunali di maggioranza".

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