Lutto in Calabria: muore il bracciante ustionato nell'incendio della baraccopoli
L'uomo era stato soccorso sul posto dal personale del 118 e successivamente trasferito d'urgenza nel centro specializzato di Brindisi
Ha lottato per giorni tra la vita e la morte, ma le gravissime ustioni riportate nell'incendio della baraccopoli di Schiavonea non gli hanno lasciato scampo. È morto nell'ospedale di Brindisi il migrante polacco rimasto gravemente ferito nel rogo divampato nei giorni scorsi nell'insediamento di contrada Boscarello, dove viveva insieme ad altri braccianti agricoli.
L'uomo era stato soccorso sul posto dal personale del 118 e successivamente trasferito d'urgenza nel centro specializzato pugliese. Le ustioni, estese a circa l'85% del corpo, avevano reso fin da subito disperate le sue condizioni. Il decesso è stato registrato nella giornata di ieri.
L'intervento degli agenti del Commissariato di Corigliano-Rossano e dei Vigili del fuoco aveva consentito di mettere in salvo gli altri occupanti dell'insediamento, evitando un bilancio ancora più grave. Nel rogo sono rimasti lievemente feriti altri tre migranti: un altro cittadino polacco e due romeni.
Sull'incendio proseguono le indagini della Squadra mobile di Cosenza e del Commissariato di Corigliano-Rossano, coordinate dalla Procura di Castrovillari. Tra le ipotesi investigative prevale quella di un'origine accidentale del rogo, che potrebbe essere stato provocato dallo scoppio di una bombola.
La vicenda riporta l'attenzione sulle condizioni di precarietà e degrado in cui vivono numerosi lavoratori stagionali stranieri impiegati nelle campagne del territorio.
