Vibo, le pagelle di Zoom24: i voti di metà mandato per Limardo e assessori
Il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo è arrivata a metà del suo mandato. Sono infatti passati due anni e mezzo da quel 3 giugno 2019 quando, con indosso la fascia tricolore, è diventata la prima donna nella storia della città a insediarsi sullo scranno più alto del palazzo comunale. Per evitare di andare avanti per inerzia è quindi arrivato il momento di fermarsi, ordinare una pizza e fare una prima valutazione dell'operato dell'Amministrazione. Non tanto e non solo per rimuginare su quanto non è stato fatto, ma soprattutto per prendere consapevolezza che metà della sabbia nella clessidra a disposizione per realizzare il programma politico - per il quale la maggioranza è stata eletta con oltre il 59% dei consensi - è già andata via. Tic, tac, tic, tac... il tempo scorre.
Di seguito proponiamo quindi le pagelle di Zoom24 sui 12 componenti della Giunta comunale, qualcuno andato via prima del tempo e qualcun altro entrato in corso d'opera, per questa prima metà di mandato. Da marzo 2020 anche Vibo combatte contro la pandemia da Covid-19, un evento eccezionale di cui abbiamo tenuto conto nelle valutazioni. C'è qualche insufficienza, qualche voto alto e qualche sufficienza raggiunta per un soffio. È solo il "primo quadrimestre", comunque, e per questo si tratta di valutazioni parziali: c'è ancora tempo per recuperare. O peggiorare.

- Maria Limardo, sindaco. VOTO: 7-
Quanto è facile governare una città in fondo alle classifiche per la qualità della vita, dove non funziona nulla, molti problemi sono strutturali e - soprattutto - non ci sono soldi? Esatto, poco. Dare quindi un giudizio sull'operato del sindaco Limardo in questa prima parte del mandato, capirete, non è semplice. Lontani da speculazioni politiche, infatti, voi che voto dareste? Per noi che siamo i primi a criticarla quando necessario, anche molto duramente e in numerose occasioni, a nostro avviso la sufficienza è stata certamente raggiunta: siamo ben lontani dal far diventare Vibo "modello di una città europea, efficiente e moderna" (come si legge nel programma elettorale) e dal far riscoprire ai vibonesi "la bellezza dell'essere orgogliosamente cittadini di Vibo Valentia" (citando il suo discorso di insediamento), ma la sua squadra ha saputo raggiungere anche buoni risultati. Di errori ne sono stati fatti e molti se ne faranno, è inevitabile. E non sempre una buona comunicazione (molto curata da Maria Limardo) o un sorriso in più saranno la soluzione, come a volte sembra illudersi il sindaco. La domanda a cui rispondere però è: l'Amministrazione sta riuscendo a garantire l'ordinario e ad andare oltre? In alcuni settori si, in altri no. Ma il lavoro fatto dà speranza per il futuro.
Il consiglio per la seconda metà del mandato è: aumentare il confronto con l'opposizione. La politica deve essere esempio di dialogo e inclusività - la comunità vibonese ne ha davvero bisogno - e, inoltre, a Vibo serve che tutti gli eletti sappiano fare squadra.

- Domenico Primerano, vicesindaco e assessore al Personale. VOTO: 6
Oltre al fatto che cede con troppa facilità alle provocazioni della minoranza, a Domenico Primerano - in quanto vicesindaco - vanno riconosciuti meriti e demeriti dello stesso sindaco, che spesso lo ha indicato come la sua ombra. Su di lui pesa però la delega al Personale: il Comune di Vibo ha una estrema carenza di dipendenti che stanno andando sempre più scemando. Non è un problema secondario, anzi: in questo modo non si riescono a garantire servizi, efficienza, non si riesce a partecipare ai bandi e non solo. La situazione di "limbo" in cui si trova l'Ente, tra un Piano di Riequilibrio in balia della Corte dei Conti e una dichiarazione di dissesto non ancora arrivata, rende difficile la soluzione. Ma si tratta di un grande problema al quale è bene iniziare a pensare arrivando al momento giusto con un piano ben preciso in testa.
La sfida per la seconda metà del mandato è proprio questa: fare in modo di invertire la tendenza e riempire il Municipio di personale pronto a riscoprire - come aveva affermato il sindaco Limardo il giorno del suo insediamento - "il piacere di andare a casa con l'orgoglio di dire 'ho lavorato, sono stanco ma felice'".

- Giovanni Russo, assessore ai Lavori pubblici. VOTO: 5 - -
Vi ricordate quando, a scuola, la professoressa dava un voto seguito da "meno meno"? Non che ne capissimo il senso all'epoca, in realtà, ma era apprezzabile l'intenzione di spronarci a fare meglio. Il 5 - - di Giovanni Russo ha esattamente questo scopo. Quello dei Lavori pubblici è infatti tra gli assessorati più difficili da gestire, ma se da un lato ci sono stati risultati positivi - qualche nuova rotonda, la gestione delle scuole nel 2020, la risoluzione in tempi rapidi della frana sulla SS18 - dall'altro le questioni irrisolte sono rimaste troppe. Il nuovo teatro comunale, la scala mobile e i suoi continui rinvii (ma dovremmo essere ormai agli sgoccioli), la strada di Longobardi ricostruita dopo due anni e franata nel giro di pochi mesi. A questo si aggiungono i ritardi nei lavori delle scuole a fine 2021, i problemi idrici che hanno ammazzato le frazioni marine d'estate, le strade che continuano a essere un colabrodo e non solo. A Russo va riconosciuto il demerito di non rispondere volentieri alle domande dei giornalisti (è faticoso essere costretti a "inseguirlo" per giorni, lo ammettiamo) ma anche il merito di "muoversi" e di andare sul posto, nei cantieri o dove ci sono i problemi.
Superfluo ricordare gli obiettivi da realizzare da qui alla fine del mandato. Ci permettiamo solo di dire una cosa: Vibo merita di avere un teatro comunale.


- Gaetano Pacienza (fino al 10 novembre 2020) e Domenico Francica, assessore al Commercio. VOTO: 5
La "desertificazione del centro storico" e "l'inaridimento dei corsi commerciali" (citando il programma elettorale) ci sono ancora e sembra che poco o nulla si stia facendo per invertire la rotta. Il commercio vibonese è in fortissima difficoltà, le vetrine vuote sul corso principale sono sempre di più e le idee e le soluzioni per provare a cambiare questo drastico declino non arrivano. Saremmo stati contenti anche di aver visto qualche progetto, magari innovativo, fallire. Avremmo apprezzato il tentativo. Ma i commercianti sembrano abbandonati a se stessi.
I buoni propositi per i prossimi due anni e mezzo devono essere legati al tentativo di dare nuova vita al centro storico. Come? Tramite l'ascolto costante dei titolari delle attività commerciali e con il coraggio di agire in maniera decisa. Ricordando anche le soluzioni a costo zero indicate nel programma elettorale: "Per gli immobili sfitti dovrà essere previsto il dovere della pulizia costante delle saracinesche e delle vetrine, che dovranno essere oscurate attraverso modalità e materiali tali da rispettare il decoro estetico delle vie del centro".

- Maria Teresa Nardo, assessore al Bilancio. VOTO: 7,5
Con una situazione economica che definire disastrosa vuol dire essere ottimisti, il sindaco ha deciso sin da subito di puntare su una figura tecnica per gestire il bilancio. La scelta, per ora azzeccata, è caduta sulla professoressa universitaria Maria Teresa Nardo. Si è trovata a gestire un dissesto che tutti davano ormai per imminente e inevitabile. Ha fatto di tutto per evitarlo, mostrando una tenacia invidiabile nonostante la frana che sta per travolgere le casse comunali era impossibile da fermare. Un'azione amministrativa portata avanti - questo è incontestabile - spiegando le scelte fatte sempre in modo dettagliato e in piena trasparenza. Adesso, ricordiamo ai lettori, siamo alle battute finali e la dichiarazione ufficiale di dissesto arriverà con molta probabilità nei prossimi mesi. L'opposizione le contesta un Piano di riequilibrio che non è stato approvato dalla Corte dei Conti: si tratta però, non nascondiamoci dietro un dito, di un deficit economico strutturale che solo un miracolo poteva risolvere.
La sfida per i prossimi due anni e mezzo? L'ha indicata lei stessa (leggi QUI): "Se noi siamo qui è perché ci portiamo dietro una situazione di 10, 20, 30 anni. Quello che è nostro dovere fare, adesso, è invertire la rotta per far si che le future generazioni si ritrovino un bilancio sanato”.

- Vincenzo Bruni, assessore all’Ambiente. VOTO: 8 -
Il merito principale dell'assessore Vincenzo Bruni, dal 2009 a servizio dell'Arpacal (l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente), è stato quello di aver portato la differenziata a quota 70%. Un risultato che solo qualche anno fa sembrava impensabile. Ha pagato i problemi strutturali di tutta la regione che d'estate (e non solo) impediscono il conferimento in discarica, con la spazzatura che conseguentemente rimane per le strade; così come un'attesa di tanti (troppi) mesi per mettere in funzione delle isole ecologiche "già pronte". Ma gli va riconosciuta la disponibilità e l'attenzione per ogni segnalazione che arriva al suo ufficio, oltre alla buona volontà di sporcarsi le mani - non letteralmente - nei controlli a sorpresa sulla differenziata (QUI il video).
A cosa pensare in futuro? Il programma elettorale parlava tra le altre cose di un censimento delle antenne - per tenere sotto controllo l'inquinamento elettromagnetico - e di impianti fotovoltaici sugli edifici comunali: dove sono?


- Franca Falduto (fino al 17 aprile 2021) e Rosamaria Santacaterina, assessore all’Istruzione alle Politiche sociali. VOTO: 5
Il voto finale è il risultato della media tra il 6 di Franca Falduto e il 4 dell'attuale assessore Santacaterina. Il settore del Welfare, che è sempre stato oggetto di particolare attenzione e critica da parte dell'opposizione, non ha mai brillato per essere andato oltre l'ordinario (che, in una città come Vibo, non è scontato). Se in un primo momento era però gestito da Franca Falduto con qualche errore ma con la volontà di fare e, soprattutto, mettendoci la faccia, Rosamaria Santacaterina sembra stia gestendo l'assessorato in modo molto... insipido. “Non si fa mai vedere” lamenta qualcuno nei corridoi di Palazzo "Luigi Razza", tanto che i consiglieri l'hanno inseguita per settimane prima di poterla avere in commissione. La risposta alle forti critiche, arrivate anche dai banchi della maggioranza, sembra inoltre sempre la stessa: nascondersi dietro le decisioni degli uffici tecnici.
Cosa fare per il futuro? Una scarica di coraggio! Gli ultimi della città hanno bisogno di persone attive, propositive, che sappiano battere i pugni sul tavolo per aiutare chi non ha la voce per farsi valere nella vasca di squali che è la politica. O l'assessore deciderà di acquisire determinazione (e inizierà a prendersi la responsabilità politica delle proprie scelte) o forse sarebbe bene valutare un passo indietro.

- Pasquale Scalamogna, assessore all’Urbanistica. VOTO: 7
Il merito principale di Scalamogna è aver raggiunto un obiettivo che per molti prima di lui era rimasto solo un miraggio: l'approvazione del Psc, il Piano strutturale comunale. Apprezzabili anche i primi passi sul tema abusivismo, su cui è però necessario fare di più, e il lavoro nell’ambito della mitigazione del rischio idrogeologico. Un'attività macchiata dalla recente polemica sul Sistema bibliotecario vibonese su cui l'Amministrazione ha finora peccato di trasparenza.
I prossimi due anni e mezzo, se ben gestiti, possono essere importanti per una vera svolta contro l'abusivismo: un tema che ha un'importanza anche simbolica troppo grande per essere sottovalutato.

- Daniela Rotino, assessore alla Cultura: VOTO 6 +
Prima del 7 maggio 2021 il voto sarebbe stata un'insufficienza, con una città che sembrava culturalmente morta e dove nulla di nuovo si registrava sul fronte degli stimoli intellettuali, causa anche l'emergenza sanitaria che ha caratterizzato buona parte di questi primi due anni e mezzo. Quel giorno però Vibo è stata nominata "Capitale italiana del Libro 2021". Certo, non per quello che è stato fatto ma per quanto ha promesso di fare, ma è stato comunque un risultato molto importante per la città e ha dato il via a una stagione di eventi e incontri culturali che non si vedevano da tempo.
Le sfide per la prossima metà del mandato sono principalmente due: portare a termine al meglio, e soprattutto con trasparenza, tutta la manifestazione legata a "Vibo Capitale del libro"; e far si che la straordinaria occasione avuta dalla città non sia una semplice parentesi ma rimanga, per i posteri, un modo diverso di vivere la cultura.

- Michele Falduto, assessore all’Innovazione Tecnologica e (dal 17 aprile 2021) al Turismo e allo Sport. VOTO: 6 -
Fino ad aprile 2021 il suo compito nell'Amministrazione era quello di dare una svolta all'innovazione tecnologica della città. Dopo due anni e mezzo, però, i risultati sono pochi e non sempre soddisfacenti. È stato realizzato un nuovo sito per il Comune che però è attivo per metà e non del tutto funzionante. Apprezzabile poi la convenzione tra il Comune e la Federazione Italiana Tabaccai per il rilascio dei certificati anagrafici in tabaccheria, ma fatichiamo a ricordarci altre innovazioni degne di nota. Ha fatto bene il sindaco Limardo ad affidargli anche le deleghe al Turismo e allo Sport, che hanno permesso a Falduto di "uscire fuori" dal guscio e avere più spazio di azione. Su queste, però, è ancora presto per giudicarlo.
Consigli per il futuro? Sport e Turismo sono materie delicate che possono dare una svolta alla città. Servono però idee: tante e innovative. A Michele Falduto, il più giovane della Giunta, consigliamo di avere il coraggio di "osare".
