Scambio elettorale politico-mafioso: arrestato sindaco (NOME)
In manette anche altre tre persone. Gli investigatori ipotizzano un presunto sistema di scambi elettorali e favori amministrativi maturato durante la campagna per le Comunali del 2024
Un'indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ha portato all'esecuzione di misure cautelari nei confronti del sindaco di Spadafora e di altre persone ritenute coinvolte, a vario titolo, in una presunta rete di accordi finalizzati all'acquisizione di consenso elettorale durante le amministrative dello scorso anno.
I carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno notificato gli arresti domiciliari al primo cittadino e a due fratelli, entrambi pensionati, nei confronti dei quali gli inquirenti contestano ipotesi di reato legate allo scambio elettorale politico-mafioso e alla corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Le accuse sono al momento oggetto di verifica nelle successive fasi processuali.
L'attività investigativa, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia, avrebbe preso avvio da una segnalazione presentata nei mesi precedenti alle elezioni comunali del giugno 2024. Secondo la ricostruzione accusatoria, i due fratelli avrebbero svolto un ruolo determinante nella raccolta di preferenze elettorali a favore del candidato sindaco, sfruttando presunte relazioni con ambienti della criminalità organizzata operante nel comprensorio messinese.
In cambio del sostegno ricevuto, sempre secondo gli investigatori, sarebbero stati adottati successivamente provvedimenti amministrativi considerati favorevoli agli stessi soggetti. Tra gli episodi contestati figurano presunte agevolazioni relative alla gestione di immobili, benefici fiscali e altre iniziative che avrebbero comportato vantaggi di natura economica e patrimoniale.
L'inchiesta si concentra anche su un secondo filone investigativo riguardante presunte irregolarità durante le operazioni di voto. Tra gli indagati compare una donna che avrebbe ricoperto il ruolo di segretaria di seggio. Gli investigatori ipotizzano che la stessa abbia fornito informazioni riservate sull'orientamento di alcuni elettori e che, in determinate circostanze, abbia alterato l'esito di schede oggetto di contestazione.
In relazione a questo filone, la Procura ritiene che alla donna sarebbero stati successivamente riconosciuti incarichi e opportunità lavorative riconducibili all'amministrazione comunale o a enti collegati al territorio. Circostanze che gli inquirenti interpretano come una possibile contropartita per il contributo fornito durante la consultazione elettorale.
Le misure cautelari eseguite nelle scorse ore rappresentano uno sviluppo significativo dell'indagine, che punta a fare luce sui rapporti tra politica, gestione della cosa pubblica e possibili condizionamenti criminali. Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime settimane per definire ulteriormente le responsabilità dei soggetti coinvolti.
Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: tutte le persone raggiunte dai provvedimenti cautelari dovranno essere considerate non colpevoli fino all'eventuale accertamento definitivo delle responsabilità da parte dell'autorità giudiziaria.
