Tragedia nei campi: noto imprenditore travolto e ucciso dal suo trattore (NOME)
L'uomo voleva salire sul mezzo già in moto per spostarlo, poi la partenza improvvisa e la tragedia. Sul posto carabinieri, 118 e vigili del fuoco
Una giornata di lavoro ordinario si è trasformata in un dramma che ha sconvolto l'intera comunità di Itri. Intorno alle ore 13 di ieri, in un podere situato in località Vallefredda, lungo la strada provinciale che conduce a Sperlonga, ha perso la vita Gregorio Pennacchia, stimato imprenditore agricolo di 63 anni, titolare di un'avviata azienda specializzata nella produzione di olio.
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai Carabinieri delle stazioni di Itri e Gaeta, l'uomo si apprestava a salire sul proprio trattore gommato per effettuare uno spostamento all'interno del fondo agricolo. Per cause ancora in corso di accertamento — che potrebbero ricondursi a una manovra errata o a un improvviso guasto meccanico — il mezzo, che era in moto con la retromarcia inserita, è scattato improvvisamente.
Pennacchia è stato investito in pieno e travolto nella parte superiore del corpo, riportando lesioni multiple e uno schiacciamento toracico che si sono rivelati fatali.
I familiari presenti hanno immediatamente allertato i soccorsi. Sul posto è giunta in pochi minuti un'ambulanza del 118 insieme ai Vigili del Fuoco di Gaeta, intervenuti per liberare il corpo dell'uomo rimasto incastrato sotto la mole del veicolo. Nonostante la tempestività dell'intervento e i tentativi di rianimazione, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
L'incidente è avvenuto sotto gli occhi di due testimoni, rimasti profondamente segnati dall'accaduto: entrambi si trovano ora ricoverati in stato di choc presso l'ospedale di Formia.
La notizia della scomparsa di Gregorio Pennacchia si è diffusa rapidamente a Itri, dove l'uomo era conosciuto da tutti per la sua dedizione al lavoro e la qualità dei suoi prodotti oleari. Lascia la moglie e una figlia in un dolore incolmabile.
I Carabinieri hanno già inviato una prima informativa alla Procura di Cassino. Il magistrato di turno, proprio in virtù delle chiare testimonianze raccolte sul luogo del dramma che hanno confermato la natura accidentale dell'evento, ha deciso di non disporre l'esame autoptico, autorizzando la restituzione della salma alla famiglia per le esequie.
