Vibo, scandalo "Strada del Mare": sequestri a imprenditori e dirigenti Provincia (NOMI)
La Gdf, coordinata dalla Procura, ha eseguito un sequestro preventivo di beni per svariati milioni nei confronti dell'imprenditore Vincenzo Restuccia e di diversi funzionari ed ex dirigenti della Provincia
di GIUSEPPE BAGLIVO
Un sequestro di beni per equivalente, per l'ammontare di oltre quattro milioni di euro, viene eseguito in queste ore dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia nell'ambito di un'inchiesta aperta dalla pm della Procura di Vibo Valentia, Michele Sirgiovanni, sulla "Strada del Mare" (ex Statale 522), ovvero la più cospicua opera pubblica mai pensata nella provincia di Vibo Valentia e che nelle intenzioni doveva collegare Rosarno a Pizzo passando lungo la costa vibonese. Il sequestro preventivo di beni interessa l'imprenditore Vincenzo Restuccia, 75 anni, di Rombiolo, Antonino Scidà, 50 anni, direttore tecnico delle imprese di Restuccia, Giacomo Consoli, 64 anni, di Vibo Valentia, ex dirigente dell'ufficio Lavori Pubblici della Provincia di Vibo Valentia, Antonio Francolino, 51 anni, funzionario della Provincia e responsabile unico del procedimento per la costruzione della "Strada del Mare", Francesco Giuseppe Teti, 64 anni, di Filogaso, ex funzionario della Provincia di Vibo Valentia. Irregolarità nei lavori e nell'intera gestione dell'appalto vengono ipotizzate nell'inchiesta del pm Sirgiovanni che da oltre due anni ha aperto tale filone investigativo nell'ambito della più vasta inchiesta sull'ente Provincia. Il sequestro preventivo di beni ammonta complessivamente ad oltre 4 milioni di euro. Sequestrata nella sede della Provincia anche della documentazione ritenuta utile per la prosecuzione dell'indagine. Per Vincenzo Restuccia (difeso dall'avvocato Giovanni Vecchio) ed Antonino Scidà, la Procura aveva chiesto una misura cautelare persona, ma il gip Gabriella Lupoli le ha rigettate. Giacomo Consoli è invece difeso dall'avvocato Antonello Fuscà, mentre Giuseppe Francesco Teti è assistito dall'avvocato Giuseppe Di Renzo. I sequestri - immobili, quote societarie e rapporti finanziari - sono stati operati sia nel Vibonese che nel Lazio. Lunedì alle ore 11 verranno illustrati tutti i dettagli dell'operazione nel corso di una conferenza-stampa che si terrà in Procura a Vibo Valentia.

Ben 65 milioni di euro l’importo complessivo dei lavori di un asse viario definito “strategico” anche nel Piano dei trasporti.
Le imprese che avrebbero però dovuto realizzare tale importante opera pubblica, ovvero la "Strada del Mare", sono state destinatarie di due distinte interdittive antimafia: la siciliana "Demoter" e la “Vincenzo Restuccia Costruzioni srl”. La Prefettura di Vibo Valentia aveva inoltre sottolineato nella sua relazione che relativamente al tratto della Strada del mare ricompreso fra Santa Domenica e Panaia, e poi nei lavori della galleria di Joppolo, sono stati accertati collegamenti fra la Demoter e altre ditte a loro volta "destinatarie di certificazioni antimafia atipiche o interdittive, nonché la presenza in cantiere di dipendenti con precedenti penali o comunque vicini ad ambienti criminali". Sempre nei cantieri della Strada del mare, il gruppo “Interforze” aveva poi riscontrato l’apporto nei subappalti di almeno altre tre imprese che presentano "possibili rischi di collegamento con la criminalità organizzata". Tutto ciò ha indotto negli scorsi anni la Guardia di Finanza ed il pm Michele Sirgiovanni ad aprire un’inchiesta sull’intera opera per accertare se l’enorme mole di finanziamenti per la “Strada del mare”, gestita dalla Provincia, sia andata di fatto a finanziare anche le “casse” della criminalità vibonese.
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