"Strada del Mare" da Rosarno a Pizzo: la storia di un'eterna incompiuta vibonese
Le tappe e le vicende della più grande opera pubblica mai pensata per il territorio vibonese. Ben 65 milioni di euro per lavori ancora in "alto mare" appaltati dalla Provincia di Vibo
di GIUSEPPE BAGLIVO
Si chiama “Strada del mare” la più grande opera pubblica del Vibonese che nelle intenzioni dovrebbe collegare Pizzo a Rosarno, passando per Tropea e Santa Domenica, lungo il tracciato della ex statale 522. Ben 65 milioni di euro l’importo dei lavori di un asse viario definito “strategico” anche nel Piano dei trasporti.
La storia. Porta la data del 16 settembre 2000 il primo sollecito all’erogazione di 50 miliardi di vecchie lire che la Provincia di Vibo ha avanzato alla Regione per il completamento della “Strada del mare”, il cui progetto di realizzazione era stato però approvato dalla Provincia di Catanzaro con una delibera del 29 luglio 1988.

Dopo il passaggio di gestione nel 2001, la Provincia di Vibo ha quindi proposto una variante al centro abitato di Pizzo con una spesa di 80 miliardi di lire e l’illustrazione dell’iter procedurale per la redazione del progetto fatto invece nell’aprile 2003 nei locali della biblioteca di Tropea alla presenza dei sindaci del comprensorio, dei progettisti dell’opera, dell’allora presidente Gaetano Bruni e degli agli assessori provinciali Paolo Barbieri, Lidio Vallone ed Alfonso Del Vecchio.
Le polemiche. Ben presto, però, sul prolungamento della “ex statale 522” si scatenarono diverse polemiche. Il 4 aprile 2003, infatti, l’allora sindaco di Joppolo, Libero Vecchio, invitò tutti i sindaci confinanti col suo Comunea protestare contro la scelta della Provincia di utilizzare la prima tranche del finanziamento per realizzare la tangenziale di Pizzo, atteso che sul tratto Joppolo-Coccorino incombeva una priorità rappresentata dal ripristino dell’arteria, chiusa per lo smottamento di un’imponente frana. Il 26 agosto 2004, a riaccendere il fuoco delle polemiche ci pensò poi l’allora sindaco di Nicotera, Princivalle Adilardi, mentre nel settembre successivo critiche all'operato della Provincia arrivarono dall’allora sindaco di Rosarno, Gianfranco Saccomanno, perplesso dinanzi alla decisione di stravolgere intese già raggiunte che prevedevano l’avvio dei lavori con la realizzazione del lotto Rosarno-Nicotera.

Gli espropri. Il 20 luglio 2004, intanto, la Provincia avviava gli espropri dei terreni attraversati dalla Strada del mare, con 96 proprietari di terreni espropriati a Ricadi, 41 a Joppolo, 15 a Vibo e 30 a Pizzo, più altri espropri a Parghelia. Nel marzo 2011, però, il Tar, pronunciandosi su un ricorso di un privato contro la Provincia, ha stabilito che l’occupazione di alcuni suoli da parte dell’amministrazione provinciale è avvenuta “senza titolo e senza decreto espropriativo” nel tratto della Strada del mare che deve attraversare parte del territorio di Parghelia.

Appalto e progetto esecutivo. Il 17 novembre 2005 la Provincia di Vibo Valentia ha quindi dato notizia dell’aggiudicazione ad un’Ati, la Demoter di Messina della famiglia Borella e la ditta del vibonese Vincenzo Restuccia, dell’appalto di tre interventi sulla Strada del mare da effettuarsi entro 3 anni. All’epoca, l’assessore Barbieri dichiarò: "Ancora una volta dimostriamo l'efficienza della nostra azione, presentando opere concrete e già in fase di realizzazione". L’allora presidente Gaetano Ottavio Bruni, dal canto suo, sottolineò come "con la Strada del mare si dà attuazione a quanto programmato nel Piano di coordinamento prestando estrema attenzione al rispetto delle norme sulle garanzie di legalità". L’1 agosto 2006, data di presentazione del progetto esecutivo, veniva poi ribadito che l’intera opera sarebbe stata completata entro l’11 gennaio 2009, cioè 900 giorni dopo l’aggiudicazione dell’appalto. Tempi non rispettati, tanto che l’inaugurazione del cantiere della galleria di Coccorino, lunga 800 metri, è avvenuta solo l’8 marzo 2010, con il nuovo presidente Francesco De Nisi - alla presenza degli allora sindaci di Joppolo, Salvatore Vecchio, e di Ricadi, Domenico Laria – pronto a ribadire in tale occasione che la conclusione dei lavori era prevista per giugno 2012. Termine non rispettato, atteso che i lavori a Coccorino sono attualmente fermi e ben lontani dall’essere conclusi.

Le interdittive antimafia e l'inchiesta della Gdf. A complicare però ulteriormente le cose sono due nuove circostanze emerse di recente e di non poco conto: le interdittive antimafia e l’inchiesta avviata sull’intera opera dalla Guardia di finanza coordinata dal pm Michele Sirgiovanni. Sia la Demoter che la “Vincenzo Restuccia Costruzioni srl” sono infatti destinatarie di due distinte interdittive antimafia, con la Prefettura pronta a sottolineare nella sua relazione che relativamente al tratto della Strada del mare ricompreso fra Santa Domenica e Panaia, e poi nei lavori della galleria di Joppolo, sono stati accertati collegamenti fra la Demoter e altre ditte a loro volta "destinatarie di certificazioni antimafia atipiche o interdittive, nonché la presenza in cantiere di dipendenti con precedenti penali o comunque vicini ad ambienti criminali". Sempre nei cantieri della Strada del mare, il gruppo “Interforze” ha poi riscontrato l’apporto nei subappalti di almeno altre tre imprese che presentano "possibili rischi di collegamento con la criminalità organizzata". Tutto ciò ha indotto la Gdf ed il pm Michele Sirgiovanni ad aprire un’inchiesta sull’intera opera per accertare se l’enorme mole di finanziamenti per la “Strada del mare”, gestita dalla Provincia, sia andata di fatto a finanziare anche le “casse” della criminalità vibonese.
Strada del Mare: sequestri a imprenditori e funzionari Provincia Vibo (LEGGI QUI)
