Omicidio ad Acquaro, Ciancio risponde al gip: "Ecco perché ho ucciso Rosario Mazza"
Interrogatorio di garanzia per il 23enne muratore di Piani di Acquaro. Anni di vessazioni ed angherie dietro l'azione di sangue. Effettuata l'autopsia
Anni di vessazioni, minacce, aggressioni verbali e fisiche. Anni di angherie continue, vissute in silenzio fino all'ultima provocazione che ha scatenato la follia omicida giovedì sera. Alessandro Ciancio ha risposto alle domande del gip Lorenzo Barraco e a quelle del pm Claudia Colucci nel corso dell'interrogatorio di garanzia che si è tenuto nel carcere di Vibo Valentia.
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L'interrogatorio. Non è rimasto in silenzio neanche davanti ai giudici, il 23enne muratore di Piani di Acquaro accusato di omicidio e tentato omicidio. Ha parlato e ha raccontato i motivi che lo hanno spinto ad uccidere Rosario Mazza e a ferire il fratello di quest'ultimo, Simone. E dall'interrogatorio sono emersi nuovi particolari. I rapporti tra i Mazza e i Ciancio non erano certamente ottimali e già in passato si erano verificati diversi screzi. Il litigio al Bar Italia di Acquaro è stato in pratica la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Si è trattato – secondo il racconto di Ciancio – dell'ultimo episodio di una lunga serie che ha coinvolto anche la sua famiglia. Il muratore di Piani di Acquaro ha parlato di minacce, sputi e, persino, danneggiamenti ai mezzi agricoli di proprietà. Di angherie anche nei confronti del fratello più piccolo, il quale sarebbe stato costretto a saltare la scuola per non venire deriso. Ha raccontato di una presunta aggressione subita dal padre, schiaffeggiato da Rosario Mazza. E, infine, ha ricostruito ciò che è accaduto giovedì scorso al Bar Italia: dalla discussione all'azione di fuoco che è costata la vita al più grande dei fratelli Mazza ed il ferimento del più piccolo, ricoverato nel reparto di Chirurgia dell'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita.
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L'autopsia. Intanto ieri pomeriggio è stata eseguita l'autopsia sul corpo del giovane cuoco di Acquaro assassinato giovedì sera. Da questo esame sono attesi ulteriori elementi utili alle indagini. Rosario Mazza è stato attinto da un solo colpo alla schiena. Un colpo che è risultato fatale. La salma è stata consegnata ai familiari e oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa Matrice di Acquaro si svolgeranno i funerali.
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Attesa per il verdetto. Alessandro Ciancio attende invece il verdetto del gip nel carcere di Vibo Valentia. I suoi legali Bruno Ganino e Giovanni Vecchio hanno chiesto l'attenuazione della misura cautelare. Richiesta alla quale si è fermamente opposta il pm Claudia Colucci che coordina le indagini. Il gip si è riservato di decidere e nelle prossime ore se ne saprà di più.
