Omicidio ad Acquaro, si cerca la pistola che ha ucciso Rosario Mazza. Oggi l'autopsia
I militari stanno setacciando in particolare la zona indicata da Alessandro Ciancio, il 23enne che ha confessato d’aver commesso il delitto
I carabinieri di Serra San Bruno, nel Vibonese, sono ancora alla ricerca della pistola, una calibro 6,35, utilizzata nell’assassinio, ad Acquaro, di Rosario Mazza (22 anni) e nel ferimento del fratello, Simone (18 anni). I militari stanno setacciando in particolare la zona indicata da Alessandro Ciancio, il 23enne che ha confessato d’aver commesso il delitto.
Nelle attività di ricerca sono stati impiegati anche i militari della Compagnia Speciale del capoluogo e i colleghi dello Squadrone “Cacciatori” Calabria e sebbene le condizioni meteorologiche non siano delle migliori, gli inquirenti sono fiduciosi di ritrovare a breve l’arma, ritenuta come l’ultimo tassello mancante nella vicenda.
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I carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, al comando del capitano Mattia Ivano Losciale, intanto, hanno intensificato, già dal fine settimana, le attività di controllo sul territorio tenendo particolarmente sotto attenzione, soprattutto oggi, sia il popoloso centro vibonese che quello di Soriano Calabro, dove sono stati approntati dei servizi straordinari.
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