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Non solo le cause del decesso, ma soprattutto ciò che è accaduto nei minuti successivi al malore. È attorno ai tempi dei soccorsi e all’assistenza sanitaria prestata nel carcere “Sergio Cosmai” di Cosenza che si concentra ora l’attenzione dopo la morte di un detenuto avvenuta tra il 3 e il 4 maggio scorsi. Dopo l’intervento della garante dei detenuti Emilia Corea, anche la Camera penale di Cosenza ha chiesto verifiche approfondite sulle condizioni del servizio sanitario all’interno dell’istituto penitenziario.

Secondo alcune segnalazioni raccolte dalla garante tra i detenuti della sezione, il medico di guardia non sarebbe stato presente quando l’uomo ha accusato il grave malore che ne avrebbe poi causato la morte. Un elemento ritenuto delicato anche alla luce di un’altra circostanza riferita nelle segnalazioni: il detenuto, sempre secondo quanto riportato, non sarebbe morto immediatamente.

Per questo la garante ha sollecitato accertamenti sulla tempestività dell’intervento sanitario, sulla presenza del medico e sull’eventuale attivazione delle procedure di emergenza previste. Sulla vicenda è intervenuta anche la Camera penale, che ha formalizzato una richiesta di autorizzazione per accedere alla struttura. L’istanza, inviata alle autorità penitenziarie e al ministero della Giustizia, punta a consentire entro maggio un’ispezione congiunta del direttivo e dell’Osservatorio “Carcere e diritti umani”.