'Ndrangheta, arriva l'assoluzione per il tentato omicidio di un imprenditore (NOMI)
Nel corso della requisitoria, la Procura aveva invece domandato una condanna a 18 anni di reclusione. Con la sentenza, il collegio ha escluso la responsabilità per i fatti contestati
Si è concluso con un'assoluzione il processo a carico di Michelangelo Tripodi, imputato davanti al Tribunale di Castrovillari per il tentato omicidio dell'imprenditore reggino Pasquale Inzitari. La decisione è arrivata al termine della camera di consiglio, accogliendo la tesi sostenuta dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Sergio Rotundo e Alice Zelinda Massara, che avevano chiesto il proscioglimento del loro assistito.
Nel corso della requisitoria, la Procura aveva invece domandato una condanna a 18 anni di reclusione. Con la sentenza, il collegio ha escluso la responsabilità di Tripodi per i fatti contestati.
L'agguato nel parcheggio del centro commerciale
L'inchiesta riguardava il tentativo di omicidio avvenuto la sera del 25 luglio 2017 nell'area del centro commerciale di Corigliano-Rossano. Secondo la ricostruzione dell'accusa, due persone avrebbero inseguito Inzitari esplodendo diversi colpi di pistola contro la sua automobile.
L'imprenditore riuscì però a sottrarsi all'agguato, allontanandosi a bordo del proprio veicolo dopo un inseguimento all'interno del parcheggio, evitando di essere raggiunto dai proiettili.
Per la stessa vicenda il Tribunale ha invece condannato il coimputato Francesco Candiloro, difeso dall'avvocato Fausto Bruzzese, alla pena di 15 anni di reclusione.
Il movente ipotizzato dall'accusa
Secondo l'impostazione della Procura, il tentato omicidio sarebbe maturato in relazione alle dichiarazioni rese in passato da Inzitari nell'ambito di procedimenti riguardanti gruppi della criminalità organizzata operanti nel Reggino, con particolare riferimento alla cosca Crea di Rizziconi.
Si tratta della ricostruzione accusatoria, sulla quale è intervenuta la decisione del Tribunale limitatamente alle posizioni processuali esaminate.
L'assoluzione anche nel procedimento di Brescia
Per Michelangelo Tripodi la pronuncia di Castrovillari si aggiunge a un'altra assoluzione ottenuta in un diverso procedimento celebrato davanti all'autorità giudiziaria di Brescia, dove era imputato per detenzione di armi con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa.
Con la sentenza emessa dal Tribunale di Castrovillari viene dunque escluso il coinvolgimento di Tripodi nel tentato omicidio contestato. La decisione potrà essere oggetto di eventuali impugnazioni nei termini previsti dalla legge.
