Incidente istituzionale a Vibo, "scontro" Censore-Costa: il centrodestra tace
Il Pd si spacca e partono le accuse al deputato di Serra San Bruno. Biasimo viene espresso dal presidente di Anci giovani Gianluca Callipo nei confronti del parlamentare
Il primo cittadino e il deputato: lo scontro resta aperto, perché tra le fila del Pd in tanti sembrano non apprezzare la presenza del sindaco alle manifestazioni elettorali dei democrat a sostegno del “Sì” referendario. Una presenza evidentemente mal digerita, al punto da indurre l'allontanamento del sindaco di Vibo Valentia dall'aula del Consiglio comunale, dove, nel pomeriggio di domenica, si stava tenendo un incontro di partito sul referendum costituzionale, promosso quindi dal Pd, dinnanzi al sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri. Il sindaco Costa, intervenuto per i saluti istituzionali del caso, dopo il presunto “ammonimento” del deputato dem Bruno Censore, avrebbe fatto marcia indietro. “Il sindaco Elio Costa non può pensare di utilizzare le assemblee e i consensi del Pd per lanciare una sua candidatura al senato”. Censore ha così chiarito l'equivoco, secondo quanto riporta questa mattina la Gazzetta del Sud, confermando come nei vari incontri dem sul referendum non sia “gradita” la partecipazione del primo cittadino, espressione di un civismo orientato nel centrodestra. Ma sull'episodio di domenica pomeriggio anche il sindaco ha inteso dire la sua, in pieno Consiglio comunale. “Mi sono allontanato - ha precisato ieri - dopo che mi era stato detto che avrei potuto prendere la parola solo se mi fosse stata concessa da questo parlamentare che certo non contribuisce allo sviluppo di questo territorio”.
Scontro interno. Un'occasione, la bagarre, per “puntare” sul deputato serrese, divenuto a questo punto facile bersaglio dei suoi “avversari” di partito. Se Gianluca Callipo ha definito il gesto “inqualificabile”, Michele Soriano ha rincarato la dose, parlando di un altro Pd “capace di essere inclusivo”. Giovanni Russo, invece, ha in un certo senso condiviso il punto di vista del collega deputato, non fornendo l'assist a Costa in vista di eventuali candidature al Senato. “Nessuno - ha detto - ha cacciato il sindaco dall'aula. E' stata una sua scelta quella di non porgere il saluto. E sia chiaro che, nonostante questo episodio, il Pd rimane alternativo ad un'amministrazione che continua a lasciare irrisolti i problemi della città, e a questo sindaco che certo non può pensare di farsi eleggere in Senato con i consensi del Partito democratico. Si faccia candidare, se proprio ci tiene, dai partiti del centrodestra che lo sostengono”. Composite le reazioni, alle quali si deve aggiungere il punto di vista di Antonio Lo Schiavo, il quale ha parlato di “contraddizione politica vissuta dal sindaco della città che prima o poi doveva portare ad incidenti di percorso. E' difficile infatti – ha attaccato – essere nello stesso tempo espressione di una maggioranza civica di centrodestra e dialogare, anche apertamente, con frange istituzionali del Pd”. A preoccuparlo, invece, il fatto che “questo moto unanime di indignazione rischia di far passare in secondo piano i risultati insoddisfacenti di questa amministrazione verso tutte le grande questioni amministrative, in primis quelle legate all'urbanistica, alla riorganizzazione burocratica, ai rifiuti ed alla qualità dell'acqua”.
Il silenzio dei partiti di centrodestra. Alle parole, abbondanti nel dibattito interno ai dem, si è contrapposto il silenzio di quasi tutti i partiti di centrodestra che non hanno fin qui inteso parlare od offrire supporto al sindaco di Vibo, Elio Costa. In Consiglio, ad assumere posizione in favore del sindaco, sono stati i rappresentanti di tutti i gruppi. In particolare, gli eletti del gruppo Vibo Popolare: “Negare il diritto di esprimere la propria opinione in un dibattito pubblico - hanno sottolineato Gregorio Polistina e Katia Franzè - è anti-democratico”. Vicinanza, poi, da FdI-An: il coordinatore cittadino Anthony Lo Bianco ha stigmatizzato l'accaduto. Ma il resto dei partiti del centrodestra, per il momento, tace.
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