I delegati di lista legano le due compagini presenti ora alle elezioni alla lista dell'ex sindaco presentata nel 2011. Ecco tutte le anomalie del "caso Ricadi"

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di GIUSEPPE BAGLIVO

E' una campagna elettorale quanto mai anomala quella che si sta svolgendo a Ricadi. Pochi manifesti in giro, pochi comizi, pochi dibattiti, molto imbarazzo nascosto. Eppure le elezioni comunali che vedono i cittadini chiamati nuovamente alle urne, dopo un periodo di commissariamento dovuto allo scioglimento dei precedenti organi elettivi per infiltrazioni mafiose, valicano i confini strettamente locali per una serie di ragioni. Primo: su tutti i Comuni che ritornano al voto dopo lo scioglimento dei precedenti organi elettivi per infiltrazioni mafiose, massima è l'attenzione dello Stato ed in particolare delle articolazioni degli Uffici territoriali del Governo, ovvero le Prefetture. Secondo: la Commissione parlamentare antimafia, nelle scorse settimane, per bocca della sua presidente Rosy Bindi ha chiaramente spiegato che tutti i Comuni e gli enti locali che ritornano al voto dopo lo scioglimento per mafia dei precedenti organi elettivi sono particolarmente "attenzionati" dalla stessa Commissione parlamentare in ordine alla presentazione delle liste.

Michele Artesi

Prima anomalia: la "lista civetta". A contendersi la carica di primo cittadino di Ricadi - ma solo sulla carta - sono ufficialmente due compagini: una guidata dall'avvocato Giulia Russo,  legale conosciuta ed apprezzata per le sue competenze giuridiche, e l'altra guidata dal professore Michele Artesi (in foto a sinistra). L'anomalia in questo caso è tutta politica, per una serie di evidentissime ragioni. La compagine di Giulia Russo, non essendo stati in grado altri schieramenti politici di presentare una lista alternativa, rischiava seriamente di non vedersi riconosciuta alcuna chanche di vittoria. Il rischio del mancato raggiungimento del quorum di elettori capaci di rendere valido il turno elettorale era infatti quantomai concreto, se solo si pensa che la lista - tanto per evidenziare la "debolezza" della compagine - che candida a sindaco Giulia Russo non è arrivata a presentare 12 candidati al Consiglio Comunale (questo il numero di consiglieri assegnato dalla legge, in base alla popolazione residente, al Comune di Ricadi) ma si è fermata a 10 candidati. Per evitare il rischio del mancato raggiungimento del quorum degli elettori - capace di invalidare il turno elettorale - ecco così spuntare la "lista civetta" del candidato a sindaco Michele Artesi, con l'inclusione in lista di 9 candidati alla carica di consigliere comunale (uno in meno della lista di Giulia Russo). Che si tratti di una "lista civetta" è fuori discussione, avendolo dichiarato gli stessi sostenitori di Giulia Russo e non smentito peraltro sulla stampa da nessuno. Perfettamente legittimo, del resto, ricorrere alle "liste civette", la legge lo consente ed ogni comunità ha diritto di scegliersi gli amministratori che meglio crede e nella forma che meglio crede (aiutati o meno da "liste civette"). Il problema, però, andando ad analizzare le liste presentate, è molto più serio e chiama direttamente in causa la politica anche in sfere di competenza che esulano dal contesto strettamente paesano. Ecco perchè.

Pino Giuliano

I legami fra le liste di Artesi e Russo con quella dell'ex sindaco Pino Giuliano presentata nel 2011. La lista "Ricadi rinasce" presentata per le elezioni del 15 e 16 maggio 2011 e che vedeva candidato alla carica di sindaco Pino Giuliano (la cui amministrazione è stata poi sciolta nel 2014, con decreto del Presidente della Repubblica, per infiltrazioni mafiose, confermate dal Tar e dal Consiglio di Stato) aveva due delegati di lista (o "presentatori" che dir si voglia): Michele Artesi ed Ignazio Pontoriero. Compito dei delegati di lista, per come prevede la legge, quello di assistere, su convocazione della Commissione elettorale Circondariale, a tutte le operazioni di sorteggio dei numeri da assegnare a ciascun candidato a sindaco e, cosa più importante, gli viene attribuita la facoltà di designare i rappresentanti della lista in ogni seggio elettorale. Sono figure importanti, anche giuridicamente, tanto che per legge tutte le eventuali comunicazioni da parte della Commissione elettorale circondariale vengono comunicate ai delegati di lista. Un vincolo politico indiscutibile lega quindi la lista ed i suoi candidati alle comunali al delegato di lista, tanto che i sottoscrittori della lista di Pino Giuliano avevano eletto domicilio (per tutte le comunicazioni della Commissione elettorale circondariale) presso Michele Artesi. Lo stesso Michele Artesi ora candidato a sindaco a capo di una "lista civetta" che permetterà a Giulia Russo di diventare primo cittadino "aiutandola", di fatto, a raggiungere il quorum necessario per non invalidare il turno elettorale. Non c'è chi non veda, quindi, il legame politico (o lo si chiami come si vuole, ma pur sempre di evidentissimo legame si tratta) fra la precedente compagine-lista guidata da Pino Giuliano, che ha espresso poi un'amministrazione sciolta per infiltrazioni mafiose, e le due liste presenti ora alle elezioni: quella "civetta" guidata da Michele Artesi e quella capitanata da Giulia Russo. Ma vi è di più. Il secondo delegato della lista "Ricadi Rinasce", presentata nel 2011 con candidato a sindaco Pino Giuliano, era - si è già detto sopra - Ignazio Pontoriero. Lo stesso Ignazio Pontoriero che ora è il primo delegato della lista (l'altro è Michele Iannello) "Ricadi bene comune" che candida a sindaco Giulia Russo. Lo stesso Ignazio Pontoriero ( attuale segretario cittadino del Pd di Ricadi) scelto dalla lista "Ricadi bene comune con Giulia Russo sindaco" per tutte le eventuali comunicazioni alla lista da parte della Commissione elettorale circondariale.

In poche parole: i due delegati della lista di Pino Giuliano sono oggi uno (Michele Artesi, che ha messo quali delegati della sua lista la figlia e la moglie) candidato a sindaco a capo di una "lista civetta" per consentire la vittoria della lista di Giulia Russo, e l'altro (Ignazio Pontoriero) delegato della lista che candida a sindaco Giulia Russo.

Giulia Russo

I quesiti politici e le mancate risposte sul commissariamento dell'ente. Stando così le cose - e così stanno perchè "carta canta" - è normale chiedersi quali legami vi siano fra la precedente amministrazione guidata dall'ex sindaco Pino Giuliano e le due liste ora in campo per le comunali. Viene naturale chiederlo perchè sinora nessuno dei due candidati a sindaco (e meno che mai i candidati al Consiglio comunale) hanno fatto sapere alla comunità, a cui chiedono il voto per andare ad amministrare la cosa pubblica, se hanno condiviso lo scioglimento per infiltrazioni mafiose della precedente amministrazione (e quindi se l'hanno condiviso spiegare anche come prenderne le distanze ad iniziare dai delegati di lista) oppure se tale scioglimento non l'hanno ritenuto corretto. In tale ultimo caso (la mancata condivisione dei motivi alla base dello scioglimento per mafia della precedente amministrazione) andrebbe altresì spiegato come coniugare tale mancata condivisione con il fatto che sia il Tar del Lazio e sia il Consiglio di Stato hanno confermato, e reso definitivo, lo scioglimento per infiltrazioni mafiose della precedente amministrazione. Non si tratta, si badi bene, di aspetti secondari, se non altro perchè - ad esempio - uno degli "attori" politici principali del territorio di Ricadi è Michele Mirabello che, partendo proprio da Ricadi-Capo Vaticano, è riuscito ad arrivare al Consiglio regionale ed a ricoprire ruoli di primissimo piano nel Partito democratico di cui è segretario provinciale uscente in provincia di Vibo Valentia. Ebbene, Michele Mirabello (che nella predente consiliatura ricopriva l'incarico di consigliere comunale a Ricadi ed ha sostenuto sino alla "fine dei suoi giorni" l'amministrazione Giuliano, pur non avendola sostenuta inizialmente) è stato fra i sottoscrittori - insieme all'ex sindaco Pino Giuliano - del ricorso al Tar prima, ed al Consiglio di Stato poi, contro il Ministero dell'Interno e la Prefettura di Vibo Valentia per chiedere che venisse annullato lo scioglimento per mafia degli organi elettivi del Comune di Ricadi.

Michele Mirabello

Scelta perfettamente legittima quella di Mirabello, certo, ma che alla luce del verdetto definitivo (per lo Stato, contrariamente a quanto sostenuto da Mirabello, Giuliano e dagli altri amministratori ricorrenti, il Comune di Ricadi era infiltrato dalla mafia o tale rischio presentava concretamente e comunque gli organi elettivi andavano sciolti) dovrebbe imporre l'assunzione di precise responsabilità politiche con conseguenziali ovvie domande: i due candidati a sindaco (Artesi e Russo) l'appoggio politico ed elettorale di Mirabello e degli altri amministratori sottoscrittori del ricorso in sede amministrativa (perso in maniera definitiva) lo accettano o lo respingono?

Ricadi Piazza Municipio

Ed ancora: l'operato della terna commissariale che attualmente sta amministrando il Comune di Ricadi, i futuri amministratori intendono proseguirlo o intendono prenderne le distanze? Anche qui le risposte dovrebbero arrivare prima della proclamazione degli eletti e non dopo, in considerazione del fatto che il tema non è affatto secondario, soprattutto alla luce di alcune scelte che necessariamente i futuri amministratori dovranno compiere. Nei giorni scorsi, tanto per citare l'ultimo caso, la terna commissariale ha deciso di impugnare al Consiglio di Stato la sentenza con la quale il Tar ha stabilito che non vi è stato alcun abuso edilizio in un villaggio di proprietà dell'ex sindaco Pino Giuliano (il Baia del Sole).

Capo Vaticano -

I nuovi amministratori (ora candidati) intendono proseguire in tale percorso e condividono quindi il ricorso al Consiglio di Stato oppure no? Ma soprattutto, alla luce di quanto reso pubblico sulla sua pagina facebook dall'ex sindaco Pino Giuliano in merito a tale vicenda, sarebbe interessante più che mai conoscere il pensiero degli aspiranti amministratori comunali e candidati a sindaco. All'indomani della decisione del Tar, infatti, l'ex sindaco Pino Giuliano il 17 marzo scorso ha pubblicato sulla sua bacheca facebook un articolo on line di "Ricadinforma.it" in cui si dà conto della decisione a lui favorevole del Tar per il villaggio "Baia del Sole". L'ex sindaco Pino Giuliano, quindi, rispondendo il 22 marzo 2016 ad un commento della preside Beatrice Lento che si diceva "contentissima di tale esito", ha così manifestato il proprio pensiero a riguardo: "Grazie Signora Preside, dopo due anni di barbarie, anche mediatica, spero si sia chiusa una vicenda che stava portando alla chiusura di un'azienda turistica che opera sul mercato da circa 37 anni, un accordo scellerato tra mafia e pezzi collusi e corrotti dello stato, stava portando tante famiglie alla disperazione, grazie tante".

Ecco, visti i delegati di lista e tutto il resto (di cui sopra), i due candidati a sindaco (Giulia Russo e Michele Artesi, oltre a tutti i candidati al Consiglio comunale) condividono il pensiero dell'ex sindaco Pino Giuliano e pensano anche loro che nel suo caso vi sia stato "un accordo scellerato tra mafia e pezzi collusi e corrotti dello Stato" oppure no? Così, tanto per sapere... e giusto perchè, in fondo, ci si candida solo ad amministrare un Comune di primaria importanza turistica in Calabria ed i cui precedenti organi elettivi sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose...

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