000524B6-la-maestra-che-ha-maltrattato-i-bambini-di-un-asilo-e-stata-arrestata
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Per imporre il silenzio in classe avrebbe utilizzato metodi vessatori, arrivando, secondo le accuse, a mettere lo scotch sulla bocca degli alunni e a legarli a sedie e porte. Per questi fatti una maestra di 63 anni è stata condannata dal Tribunale di Taranto a quattro anni di reclusione con l'accusa di maltrattamenti aggravati dalla cosiddetta violenza assistita.

La sentenza prevede anche l'interdizione dai pubblici uffici e la condanna, in solido con il Ministero dell'Istruzione per responsabilità civile, al pagamento di una provvisionale di 5 mila euro per ciascuna delle otto parti civili costituite nel processo.

L'inchiesta è nata dopo le confidenze rese da alcuni alunni durante un'attività scolastica di confronto. I bambini, che all'epoca dei fatti frequentavano la prima elementare e successivamente erano arrivati in quarta, avrebbero raccontato ai genitori episodi di presunti maltrattamenti subiti in aula. Da quelle rivelazioni è scattata la denuncia e l'avvio delle indagini.

Secondo quanto emerso nel procedimento, l'insegnante avrebbe più volte utilizzato nastro adesivo per impedire agli alunni di parlare o muoversi, accompagnando tali comportamenti con schiaffi alle mani, minacce e altre punizioni ritenute dagli inquirenti lesive della dignità e dell'equilibrio psicologico dei minori. La sentenza di primo grado arriva al termine del processo che ha ricostruito gli episodi denunciati dalle famiglie.