La docuserie su Rinascita Scott sparisce dalla piattaforma: al centro del caso il collaboratore Emanuele Mancuso
Dopo il successo delle prime settimane, “World Wide Mafia” non è più disponibile agli utenti. La vicenda sarebbe legata alle preoccupazioni espresse dal pentito sulla tutela della propria sicurezza personale
La scomparsa improvvisa della docuserie “World Wide Mafia” dal catalogo di Disney+ continua a sollevare interrogativi. L'opera documentaristica in quattro episodi, dedicata all'inchiesta Rinascita Scott e ai rapporti della ’ndrangheta con politica, economia e poteri occulti, era stata lanciata il 20 maggio riscuotendo un significativo interesse da parte del pubblico. A distanza di pochi giorni, tuttavia, il contenuto è stato rimosso dalla piattaforma senza comunicazioni ufficiali dettagliate.
Dietro la vicenda emergerebbe una questione legata alla tutela di uno dei protagonisti della serie, il collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso, la cui testimonianza rappresenta uno degli elementi centrali del racconto documentaristico.
Secondo quanto emerso, Mancuso avrebbe manifestato forti preoccupazioni per la propria sicurezza personale dopo la pubblicazione della serie. Pur avendo inizialmente autorizzato l'utilizzo della propria immagine e della propria voce attraverso una liberatoria sottoscritta durante la fase di realizzazione del progetto, il collaboratore di giustizia avrebbe successivamente ritenuto insufficienti le misure adottate per garantirne l'anonimato.
La principale criticità sollevata riguarderebbe infatti la mancata alterazione della voce. Secondo la posizione espressa dal pentito e dalla sua difesa, tale elemento potrebbe consentire l'identificazione della persona, nonostante l'oscuramento del volto e le altre precauzioni adottate dalla produzione.
Mancuso, attraverso i propri legali, avrebbe quindi chiesto la rimozione del documentario sostenendo che si trattasse dell'unica strada percorribile per tutelare la propria incolumità e quella del percorso di protezione intrapreso dopo la collaborazione con la giustizia. Una richiesta che, stando alle informazioni emerse, non sarebbe stata accompagnata da rivendicazioni economiche, ma esclusivamente da esigenze legate alla sicurezza.
La vicenda ha generato un confronto tra la produzione e i rappresentanti del collaboratore di giustizia, mentre restano ancora poco chiari i motivi che hanno portato alla decisione finale di sospendere o rimuovere il documentario dalla piattaforma.
“World Wide Mafia”, diretta dal giornalista e documentarista francese Jacques Charmelot e prodotta da Ibc Movie, racconta una delle più importanti operazioni antimafia degli ultimi decenni attraverso documenti inediti, testimonianze dirette e il contributo di magistrati e investigatori impegnati nelle indagini.
Tra i protagonisti compare anche il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, che all'epoca guidava la Procura di Catanzaro e coordinava l'inchiesta da cui è scaturito il maxi processo Rinascita Scott. Lo stesso magistrato ha dichiarato di non essere a conoscenza delle ragioni che hanno determinato la scomparsa della serie dalla piattaforma, evidenziando il forte interesse suscitato dal documentario presso il pubblico.
Anche il regista Jacques Charmelot ha affermato di non aver ricevuto spiegazioni dirette sulle motivazioni della rimozione, apprendendo la notizia contestualmente agli spettatori.
Resta quindi aperto il dibattito su una vicenda che intreccia il diritto all'informazione, la divulgazione di una delle più importanti inchieste antimafia italiane e la necessità di garantire la sicurezza di un collaboratore di giustizia che ha scelto di rompere con il proprio passato criminale. In attesa di chiarimenti ufficiali, il futuro della docuserie rimane ancora incerto.
