aula-di-tribunale.jpg
aula-di-tribunale.jpg

Un impianto accusatorio che punta alla tenuta integrale delle condanne di primo grado e alla conferma delle principali responsabilità già riconosciute agli imputati. È la posizione espressa dalla Procura generale nel processo d’appello scaturito dall’operazione “Blu Notte”, uno dei procedimenti più complessi nati dalle indagini sulla cosca operante nella Piana di Gioia Tauro.

Nel corso della requisitoria, l’accusa ha chiesto ai giudici della Corte d’Appello la conferma della quasi totalità delle pene inflitte in primo grado, ritenendo solido il quadro probatorio raccolto dagli inquirenti nel corso dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e condotta dai Carabinieri.

Al centro della richiesta figura Umberto Bellocco, alias “Chiacchiera”, per il quale è stata invocata la conferma della condanna a 20 anni di reclusione, indicato dagli inquirenti come figura apicale del sodalizio. La richiesta riguarda anche numerosi altri imputati, tra cui Giovanni Nocera, Alessandro Marando, Gaetano Palaia (classe ’96), Maria Serafina Nocera, Massimo Larosa, Antonio Mandaglio, Vincenzo Palaia, Natale Trimboli, Benito Palaia, Antonio Barrese, Domenico Bellocco, Francesco Antonio Bellocco, Michelangelo Bellocco, Michele Bellocco, Rocco Bellocco, Antonino Biondo, Rosario Caminiti, Enrico Condoleo, Pasquale Furuli, Williams Gregorio, Massimo Lamari, Michele Larosa, Vincenzo Lombardo, Francesco Nocera, Antonio Paladino, Giovanni Palaia (classe ’82), Gaetano Palaia (classe ’74), Gaetano Palaia (classe ’91), Martina Palaia, Antonio Restuccia, Rocco Stilo, Ramy Serour, Michele Tiberio, Antonio Maiuri, Gabriele Ursino e Luciano Callisti.

Per alcune posizioni la Procura generale ha invece avanzato richieste di assoluzione o di riqualificazione dei reati contestati, tra cui quelle di Palaia Francesco Benito, Bellocco Emanuela, Delfino Rocco e Scarmato Domenico, con diverse ipotesi di esclusione dell’aggravante mafiosa o di riformulazione dei capi d’imputazione.

Il procedimento proseguirà secondo il calendario fissato dalla Corte d’Appello, con udienze già programmate fino al gennaio 2027 per la definizione del giudizio di secondo grado.