L'affondo social contro il sindaco di Vibo: "La narrazione non sostituisce la ramazza"
Denunciato lo stato della spiaggia di Bivona. Dura critica all'amministrazione comunale accusata di privilegiare la comunicazione rispetto agli interventi concreti sul territorio
Un attacco frontale all'operato dell'amministrazione comunale arriva dalla pagina Facebook "Sei del Pennello di Vibo Marina sì", che in un lungo post pubblicato nelle scorse ore punta il dito contro lo stato di abbandono della spiaggia di Bivona e contro quella che viene definita una distanza crescente tra la comunicazione istituzionale e la realtà vissuta dai cittadini.
Il messaggio si apre con un'espressione destinata a far discutere: "Caro Sindaco, la narrazione non sostituisce la ramazza".
Secondo gli autori del post, gli annunci e le strategie di promozione territoriale non sarebbero sufficienti a nascondere le criticità che caratterizzano una delle aree balneari più frequentate del territorio. "Puoi scrivere tutti i post che vuoi sul 'nuovo modello di città accogliente', ma il turista che arriva non legge il tuo Taccuino: vede la spiaggia", si legge nel testo.
La denuncia riguarda in particolare le condizioni del lungomare e degli accessi al mare. Gli autori parlano di un "lungomare ridotto a sterpaglia", di "accessi fatiscenti" e richiamano inoltre il problema del torrente che "per decenni ha scaricato schifezze a mare", riconoscendo l'annuncio di interventi ma giudicandoli ancora insufficienti rispetto alle necessità.
Particolarmente duro il passaggio dedicato alle scelte amministrative. Nel post si sostiene che le priorità sarebbero state invertite rispetto alle esigenze più immediate della cittadinanza: "Forse prima di finanziare musei digitali ed eno-etno-antologici bisognerebbe assicurare che la spiaggia più frequentata dai vibonesi non sembri un terreno abbandonato dopo un'apocalisse".
Non manca un riferimento all'assessore Soriano, citato dal sindaco come esempio di gestione efficace nonostante le limitate risorse economiche disponibili. La replica della pagina è ironica: "Mandalo una mattina a Bivona con una ruspa e un paio di operai. La foto che ho davanti vale più di mille trailer promozionali".
Nel testo viene inoltre contestata una prassi ritenuta consolidata negli anni. "Ogni nuova amministrazione arriva con il suo bel piano strategico, i suoi hashtag e i suoi comunicati trionfali, mentre le cose basilari – pulizia, manutenzione, decoro – restano al palo", scrivono gli autori, sottolineando come il problema non sia riconducibile esclusivamente all'attuale governo cittadino.
Il post si conclude con una serie di richieste precise rivolte all'amministrazione: "Pulite quella spiaggia. Sistemate gli accessi. Fate funzionare i depuratori una volta per tutte", per poi aggiungere che soltanto dopo sarà possibile parlare credibilmente di marketing territoriale e valorizzazione del territorio.
La riflessione finale è una bocciatura senza appello della comunicazione istituzionale: "Altrimenti è solo l'ennesima narrazione di carta patinata sopra una realtà di sabbia sporca. E la gente, quella vera, non è stupida".
