Carabinieri Ros
Carabinieri Ros

Un’inchiesta su presunti casi di spionaggio a favore dei servizi russi porta a due arresti a Roma. Tra i destinatari delle misure cautelari figura un ex appartenente al comparto dell’intelligence nazionale, già sottufficiale dell’Arma dei carabinieri, ritenuto dagli investigatori al centro di un sistema di acquisizione e trasferimento di informazioni riservate. I provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri del Ros, con il supporto del Gruppo di intervento speciale e del Comando provinciale.

Le accuse contestate, a vario titolo, sono di spionaggio, rivelazione di notizie coperte da segreto e accesso abusivo a sistemi informatici. Nell’ambito dell’operazione sono state effettuate anche perquisizioni personali, domiciliari e informatiche nei confronti degli arrestati e di altre cinque persone indagate.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’indagine, avviata nel maggio 2025 e coordinata dalla Procura ordinaria insieme alla Procura militare di Roma, avrebbe consentito di documentare una serie di contatti tra il principale indagato e un presunto agente dei servizi di intelligence russi accreditato in Italia e coperto da immunità diplomatica.

Attraverso intercettazioni, attività tecniche, osservazioni e pedinamenti, gli investigatori avrebbero ricostruito la raccolta di informazioni riservate da sei fonti, tra cui quattro militari in servizio con incarichi caratterizzati da elevata riservatezza. I dati, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati ceduti in cambio di denaro.

Le misure sono state adottate nella fase delle indagini preliminari. La posizione degli indagati dovrà essere valutata nel corso del procedimento e ogni responsabilità sarà accertata solo con una sentenza definitiva.