'Ndrangheta, arrestato latitante: era ricercato dal 2022 (NOME)
Il presunto capo dell'omonima cosca è stato individuato a Soria grazie a un'operazione congiunta tra autorità italiane e spagnole. Decisiva la cooperazione internazionale e il monitoraggio della sua rete di contatti
Si è conclusa in Spagna la latitanza di Domenico Paviglianiti, conosciuto come "Don Micu", destinatario di un ordine di carcerazione emesso dall'autorità giudiziaria italiana per l'esecuzione di un cumulo di pene superiore ai 19 anni di reclusione. L'uomo è stato rintracciato e arrestato a Soria, nella regione di Castiglia e León, nel corso di un'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e sviluppata dal Gico della Guardia di finanza, con il supporto della Policía Nacional.
Secondo gli investigatori, Paviglianiti, irreperibile dal 2022, sarebbe stato localizzato grazie a un'intensa attività investigativa incentrata sull'analisi dei suoi contatti e sugli spostamenti di persone ritenute vicine al latitante tra Italia e Spagna. Le attività di osservazione hanno consentito di individuarlo e bloccarlo all'uscita di un ristorante della città spagnola.
Cooperazione internazionale decisiva
L'operazione è il risultato della collaborazione tra le autorità dei due Paesi, alla quale hanno contribuito anche l'unità I-Can (Interpol Cooperation Against 'Ndrangheta), il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, la Direzione centrale per i servizi antidroga, lo Scico e il Comando generale della Guardia di finanza.
L'attività investigativa, spiegano gli inquirenti, ha permesso di ricostruire gli spostamenti e la rete logistica che avrebbe consentito al latitante di sottrarsi all'esecuzione della pena.
Le condanne e la lunga latitanza
Paviglianiti deve espiare condanne definitive per reati quali associazione mafiosa, omicidio e violazioni della normativa sulle armi. Nel corso della sua storia giudiziaria era stato condannato anche all'ergastolo, pena successivamente rideterminata in trent'anni di reclusione, oltre ad aver riportato ulteriori condanne per gravi delitti.
Per gli investigatori rappresenta una figura storica della criminalità organizzata reggina, con un ruolo di rilievo durante gli anni della seconda guerra di 'ndrangheta e con collegamenti che, nel tempo, si sarebbero estesi anche fuori dai confini nazionali.
Non era la prima volta che il presunto boss veniva rintracciato in territorio spagnolo. Era già stato arrestato nel 1996 e successivamente nel 2021. Dopo essere tornato irreperibile nel 2022, nei suoi confronti era stato emesso un mandato di arresto europeo e disposta anche la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, misura che non era mai stata eseguita proprio a causa della sua latitanza.
Nei prossimi giorni saranno avviate le procedure previste per il trasferimento in Italia, dove dovrà scontare la pena definitiva. Anche in questa fase, le procedure seguiranno quanto previsto dalla normativa europea in materia di cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri.
