Rapina choc e violenza in casa in Calabria: tre condanne per l’assalto agli anziani
Il Tribunale chiude il processo per l’irruzione armata avvenuta nel maggio 2025. Contestate anche gravi violenze sessuali ai danni di una donna
Si è concluso davanti al Tribunale di Paola il procedimento penale a carico di tre cittadini di nazionalità rumena accusati di una violenta rapina in abitazione avvenuta nella notte del 21 maggio 2025 in località “Piano Grande”, nel territorio comunale di Scalea.
Secondo quanto ricostruito in sede investigativa, gli imputati avrebbero fatto irruzione all’interno dell’abitazione di una coppia di anziani, sorprendendo le vittime nel sonno e agendo con estrema violenza. Nel corso dell’assalto, i rapinatori avrebbero utilizzato armi da taglio e una pistola per intimidire i coniugi e costringerli a consegnare denaro e oggetti di valore.
La situazione sarebbe rapidamente degenerata: l’uomo sarebbe stato immobilizzato e privato della libertà personale, mentre la donna avrebbe subito violenze sessuali durante le fasi concitate della rapina, rendendo il quadro accusatorio particolarmente grave.
Le indagini, coordinate dall’Autorità giudiziaria e condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Scalea, hanno permesso di raccogliere elementi ritenuti significativi a carico dei tre imputati. Un lavoro investigativo complesso che, secondo gli inquirenti, ha incluso attività tecniche e scientifiche avanzate, con il supporto di consulenze specialistiche e sistemi di tracciamento utili alla ricostruzione dei movimenti dei presunti responsabili.
A distanza di circa tredici mesi dai fatti, il Tribunale ha emesso la sentenza. Uno degli imputati ha definito la propria posizione attraverso il patteggiamento, con una condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione.
Gli altri due sono stati giudicati con rito abbreviato e condannati rispettivamente a 7 anni di reclusione e 3.000 euro di multa, e a 8 anni di reclusione con 3.200 euro di multa.
Il procedimento si chiude così con tre condanne che pongono fine a una vicenda giudiziaria che aveva profondamente scosso la comunità di Scalea, per la violenza dell’azione criminosa e per la gravità delle accuse contestate.
L’Arma dei Carabinieri ha sottolineato come l’esito del processo rappresenti il risultato di una sinergia investigativa e giudiziaria finalizzata alla tutela delle vittime e al contrasto dei reati più gravi che destano allarme sociale sul territorio.
