Il copione si ripete identico, ma con una pericolosità crescente. Sulla strada di collegamento tra Longobardi e Vibo Marina, a breve distanza dall'innesto con la Statale 18, il terreno ha ripreso a sprofondare. Un avvallamento vistoso sta letteralmente inghiottendo una porzione della carreggiata, proprio in quel punto esatto dove i cantieri sono già stati aperti, chiusi e riaperti per ben tre volte negli ultimi anni.

Il cedimento non è una sorpresa per chi percorre quotidianamente l'arteria. La deformazione del manto stradale è ormai tale da costringere i conducenti a manovre d'emergenza, deviando sulla corsia opposta per non danneggiare i veicoli. A rendere il quadro ancora più inquietante è la comparsa di una profonda lesione longitudinale che spacca in due l'asfalto, segno inequivocabile che il problema non è superficiale, ma strutturale. Il tutto avviene tra segnaletica abbattuta e mai ripristinata, in un contesto di incuria che sembra non avere fine.

Si profila dunque la necessità di un quarto cantiere. Tuttavia, la domanda che circola con insistenza tra i residenti e gli automobilisti è semplice: perché i tre ripristini precedenti sono falliti? È evidente che i lavori effettuati finora non hanno risolto la criticità alla radice, limitandosi a una "pezza" estetica che ha ceduto alla prima sollecitazione. Non è più solo un problema di sicurezza stradale – comunque prioritaria – ma una questione di efficienza della spesa pubblica.