Processo “Insomnia” a Vibo: chiesti 6 anni per Domenico Moscato
E'accusato di usura ai danni dell'imprenditore vibonese Giuseppe Sergio Baroni, titolare in passato di due attività commerciali e finito sotto strozzo
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Sei anni di reclusione sono stati chiesti dal pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, nei confronti di Domenico Moscato, accusato di usura aggravata dalle modalità mafiose ai danni di Giuseppe Sergio Baroni, titolare in passato di due attività commerciali a Vibo nel campo dei gioielli e dell'abbigliamento, finito sotto usura. Il pm nel corso della requisitoria dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha ricostruito le varie fasi dell'attività investigativa ed i riscontri emersi in aula anche attraverso la deposizione di Raffaele Moscato, il nuovo collaboratore di giustizia che è nipote dell'imputato (LEGGI QUI: Processo "Insomnia" a Vibo: il pentito Raffaele Moscato accusa anche lo zio).

Quindi la ricostruzione dell'attività usuraria che sarebbe stata messa da anni in piedi da Domenico Moscato, confermata in aula dalla deposizione della parte offesa Giuseppe Baroni, che si è costituito parte civile ed ha raccontato di decine di migliaia di euro ricevute ad usura dall'imputato. Nel tabacchino di quest’ultimo, ubicato nel quartiere “Cancello Rosso” di Vibo, nel corso delle perquisizioni i carabinieri trovarono quello che poi il gip nell’ordinanza di custodia cautelare definì come un “vero e proprio archivio dell’usura“, con il ritrovamento di assegni, scritture contabili ed appunti. Secondo gli investigatori l’attività commerciale sarebbe stata meta continua di persone che chiedevano prestiti a tassi usurari. Domenico Moscato avrebbe spinto l’imprenditore vibonese Baroni in una “morsa usuraria che ha distrutto la sua attività lavorativa e ne ha annientato la dignità personale, incidendo in modo pesante anche sulla sua vita familiare”. Il timore della vittima sarebbe derivato anche dalla presunta vicinanza di Domenico Moscato a Vincenzo Barba, detto “Il Musichiere”, capo dell’omonimo clan federato ai Lo Bianco e da un anno libero dopo condanne definitive per associazione mafiosa (processo “Nuova Alba” ) ed usura ai danni del testimone di giustizia Nello Ruello (operazione “Flash”). (g.b.)
