Scuola di Bivona, operai "armati" di cesoie contro il degrado: la denuncia dei genitori
Le famiglie che già nelle scorse settimane avevano segnalato il problema all'Amministrazione comunale chiedono interventi risolutivi
La prima segnalazione era giunta quando ancora i cancelli erano chiusi. La speranza era che qualcosa si muovesse, che il Comune di Vibo Valentia desse una risposta. Ma a quanto pare a Bivona di cose ne sono cambiate poche. E i bambini che ieri sono entrati in classe, sono stati accolti da sterpaglie e degrado. "Hanno fatto qualcosa dopo la nostra denuncia – ha spiegato la mamma di un bambino – ma impercettibile, hanno mandato due operai che hanno provato a pulire ma non hanno neanche gli strumenti". Insomma, "armati" di forbici e cesoie a combattere "baobab". Una lotta impari che, nonostante l'impegno, pochi risultati ha potuto produrre e senza contare che gli stessi operai non lavorano solo su quell'area. Da qui, la denuncia dei genitori che non sono disposti a fare passi indietro, anche perché è la sicurezza che chiama. La sicurezza degli alunni della Materna e delle Elementari di via Roma a Bivona. La scuola simbolo della rinascita dopo l'alluvione del 2006, ma che oggi diventa il simbolo dell'abbandono in cui versa il territorio. E si sentono abbandonate le famiglie che in quell'Istituto portano i loro bambini.
L'intervento. Ringraziano l'assessore ai Lavori pubblici, Lorenzo Lombardo, i genitori. Dopo la denuncia, infatti, lo stesso era intervenuto per cercare di fare qualcosa. "Da parte sua – hanno spiegato – grande impegno così come è sempre disponibile ad ogni nostra chiamata". Ma non basta questo ai genitori e, in tal senso, è all'assessore all'Ambiente Giuseppe Russo che si rivolgono. Chiedono un intervento di pulizia risolutivo, maggiore attenzione, "e la situazione che denunciano – hanno aggiunto – non riguarda solo la scuola di Bivona, basti pensare che alla prima pioggia qualche giorno fa si era allagata persino la strada di ingresso della scuola Media".
Risposte. Vogliono una risposta, quindi. E sono intenzionati ad andare avanti, "sulla sicurezza dei nostri figli – hanno chiosato – non facciamo sconti". Insomma, non si chiudono occhi e quello che si invoca è un diritto. Perché avere scuole sicure, ambienti puliti e servizi non è un'elemosina. Ma un diritto. Questo i cittadini ci tengono a precisarlo.
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