Scuola di Bivona avvolta dal degrado: da simbolo di riscatto a emblema dell'abbandono (FOTO)
I genitori a pochi giorni dall'inizio delle lezioni chiedono risposte all'Amministrazione comunale
Le campanelle sono pronte a suonare, ad accogliere bambini e ragazzi. In cammino verso il futuro, in quel percorso di crescita che dovrebbe segnare le vite. Scuola che diventa la seconda casa, l'altra famiglia. E se per gli istituti secondari la strada è tutta in salita e nessuno dei 33 di competenza provincia ha il certificato di agibilità, non va meglio per le scuole comunali (Materne, Elementari e Medie). Problemi e questioni diverse, ma in ogni caso una situazione di disagio e degrado che non cambia. E non cambia a Bivona, in via Roma, nell'istituto che doveva essere il "simbolo" della rinascita dopo l'alluvione del 2006. Una scuola a "misura" di bambino, dove i colori erano quelli della speranza, dove ogni gioco, ogni spazio, ogni angolo rappresentavano la voce dell'innocenza che con la sua purezza guarda al mondo. Loro, il domani, il futuro. Allora a fornire gli arredi era stata la Gazzetta del sud che aveva voluto dare il suo contributo alla rinascita, al riscatto di una comunità sepolta dal fango e dall'incuria.
Oggi, però, quello che resta è il degrado. Una zona che da tempo è mal frequentata durante la notte, dove la pulizia dei terreni non viene effettuata. I colori ormai sbiaditi, le reti in alcuni tratti rotte, tombini invasi da erbacce e canneti che si "inerpicano" sulle strade e fino ai cancelli che dovranno a breve riaprire. Porte che saranno varcate dai piccoli della Materna e delle Elementari. Un inizio non proprio felice. Un benvenuto che non diventa esempio. E non è stato un esempio né un monito il nubifragio che spezzò vite umane e spazzò via i sacrifici di una vita di tante famiglie. Una risposta, però, i genitori dei piccoli che si preparano ad andare a scuola la chiedono al Comune e alla politica. Perché i bambini sono il futuro e una città può essere migliore solo se rende migliore i luoghi che devono ospitare quei bambini. Per educarli, attraverso l'esempio.
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