La sua candidatura al Consiglio regionale della Calabria in quota Forza Italia ha suscitato qualche polemica ma Tonino Daffinà non ci sta e in una lettera inviata a Zoom24 ha voluto fare alcune precisazioni che riportiamo in modo integrale:

"Ci tengo a fare delle precisazioni riguardo a quanto riportato. In primo luogo, circa le dichiarazioni secondo le quali il collaboratore di giustizia Mantella avrebbe inserito il sottoscritto in una personale lista di presunti massoni vibonesi, mi corre l’obbligo di evidenziare, premettendo che non ho mai aderito a qualsivoglia associazione di tipo massonico né in passato né nel presente, che le stesse, quando rispettano il dettato costituzionale e le leggi della Repubblica, sono da ritenersi associazioni legali e legittime pertanto l’appartenenza o meno ad esse non può e non deve essere considerato un fatto ghettizzante o in generale lesivo degli interessi della società. Rispetto alla mia conoscenza del collaboratore di giustizia Mantella, tengo altresì a precisare che io ebbi motivo di conoscerlo sul finire degli anni ‘90 o forse l’inizio degli anni 2000 quando lo stesso si recò presso il mio studio professionale per chiedere assistenza tributaria riguardo ad una propria attività agricola. In quell’occasione, rivelatasi poi l’unica nel corso degli anni a venire, non ho neppure prestato la mia attività professionale in quanto non mi occupavo né mi occupo di pratiche agricole. Pertanto, lo stesso Mantella non è mai diventato cliente del mio studio.

Quanto pubblicato negli articoli indicati, anche in relazione alla mia attività amministrativa presso l’Aterp di Vibo Valentia, che sotto la mia direzione ha avviato un serio e compiuto percorso di risanamento dei bilanci che ha consentito, come sarà dimostrato nelle sedi opportune, all’ente di diventare finanziariamente solido rispetto alle difficoltà del passato, non ha alcun vero interesse pubblico e lo trovo quanto mai frutto di una strumentalizzazione e di una ricerca di sensazionalismo a tutti i costi, non per questo, comunque, smetterò di credere nel serio giornalismo in quanto ritengo che la Stampa sia fondamentale nella struttura democratica di uno Stato e vada difesa e sostenuta. Credo fortemente nella mia candidatura a sostegno della candidata alla presidenza Jole Santelli e continuerò nella mia campagna elettorale senza sottrarmi al confronto con chiunque anche perché nella mia attività politica, professionale e amministrativa non ho mai nascosto né mai nasconderò alcuno scheletro nell’armadio. Colgo l’occasione di rinnovare la mia massima fiducia e rispetto nelle istituzioni tutte e, nello specifico, nella Magistratura e negli inquirenti che con il loro contribuito importante ed in sinergia con la buona e sana politica possono realmente contribuire a cambiare le sorti di questa amata terra".

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