A oltre tre decenni di distanza da uno dei fatti di sangue rimasti più controversi nella storia recente del territorio, la Procura di Catanzaro ha deciso di riaprire il fascicolo sull’omicidio di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, avvenuto il 24 maggio 1991.

La nuova iniziativa investigativa porta la firma del procuratore Salvatore Curcio e segna un passaggio significativo nella ricerca di una verità giudiziaria mai definitivamente chiarita su quello che viene ricordato come il “delitto dei netturbini”.

L’obiettivo degli inquirenti è quello di tornare ad analizzare il contesto dell’epoca, ricostruendo eventuali responsabilità e dinamiche legate a interessi criminali che, secondo diverse ipotesi investigative, avrebbero inciso sulla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti in quegli anni.

Il caso era rimasto a lungo al centro dell’attenzione dei familiari delle vittime, che nel 2022 avevano presentato un nuovo esposto alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, chiedendo di riaprire il fronte investigativo e di non archiviare la ricerca della verità.

La decisione odierna rappresenta quindi una svolta attesa da tempo, che potrebbe consentire di rimettere in moto accertamenti e verifiche su un delitto maturato in un contesto ritenuto complesso e condizionato da possibili intrecci tra criminalità e amministrazione del servizio pubblico.

Sul piano istituzionale, la riapertura del caso viene accolta come un segnale importante nella direzione del completamento del quadro storico e giudiziario di una vicenda che ha segnato profondamente la comunità locale.

A esprimere soddisfazione per la svolta investigativa è anche il capogruppo consiliare Massimo Cristiano, che sottolinea come la decisione della Procura rappresenti un passaggio atteso da anni. “È una notizia che restituisce fiducia nelle istituzioni e nella giustizia, attesa da oltre trentacinque anni dai familiari delle vittime e da un’intera comunità che non ha mai smesso di chiedere verità”, ha dichiarato.

Cristiano ha inoltre rivolto un ringraziamento alla Procura e agli investigatori impegnati nella nuova fase di accertamenti, evidenziando il valore simbolico e umano della riapertura del caso. “La memoria di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte merita verità. Le loro famiglie meritano verità”, ha aggiunto.

Con la riapertura delle indagini, si apre dunque un nuovo capitolo su una vicenda rimasta a lungo irrisolta, che potrebbe ora trovare nuovi elementi utili a chiarire definitivamente quanto accadde in quella tragica mattina del 1991.