Sanità vibonese, stop alle aggressioni: l'Ordine dei Medici scende in campo con la formazione
Presentate le iniziative per tutelare i professionisti e migliorare il rapporto con i pazienti; mercoledì 22 aprile il primo workshop sulla gestione dei conflitti
Non più solo una questione di sicurezza, ma una vera e propria emergenza sociale che mina alle basi il diritto alla cura. La violenza contro gli operatori sanitari è diventata un fenomeno cronico, capace di compromettere non solo l'incolumità di medici e infermieri, ma la qualità stessa dell’assistenza. In un territorio come quello vibonese, spesso finito sotto i riflettori della cronaca nazionale per il degrado delle strutture e i pericoli per l'utenza, l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Vibo Valentia ha deciso di dare una risposta forte e strategica.
L’Ordine intende riaffermare la propria centralità investendo energie in programmi che mettano al centro la deontologia e la vicinanza agli operatori. L'obiettivo è duplice: da un lato, creare una cultura del rispetto che educhi il cittadino sul valore del lavoro sanitario; dall'altro, fornire strumenti concreti a chi opera in prima linea per prevenire le situazioni di rischio. Tra le novità più rilevanti spicca la creazione di una figura di tramite tra il medico e i familiari, pensata per fluidificare la comunicazione e disinnescare i malintesi che spesso sfociano in aggressioni.
Per passare dalle parole ai fatti, mercoledì 22 aprile, alle ore 10.00, la sede dell'Ordine in viale Affaccio ospiterà un importante workshop rivolto a tutti i volontari in ambito sanitario. Al centro dell'incontro ci saranno le tecniche per interfacciarsi con i familiari dei degenti e la prevenzione dei conflitti e, dunque, come scongiurare situazioni potenzialmente pericolose.
"Il compito dell'operatore sanitario è prendersi cura della salute di tutti — spiegano dall'Ordine — e questo impegno deve essere rispettato". L'iniziativa di mercoledì rappresenta solo il primo passo di un percorso di sensibilizzazione che mira a ribaltare l'immagine negativa della sanità calabrese, puntando su una nuova alleanza tra chi cura e chi viene curato. Attraverso testimonianze dirette e storie personali di chi ha subito violenza, l'Ordine punta a scuotere le coscienze per migliorare il clima lavorativo e, di riflesso, la sicurezza dei cittadini stessi.
