Rinascita Scott, lascia il carcere e passa ai domiciliari uno dei Lo Bianco
Il gip di Catanzaro ha disposto la scarcerazione di Antonio Lo Bianco, 72 anni di Vibo Valentia, concedendo gli arresti domiciliari nella propria abitazione. Già coinvolto nell’operazione Nuova Alba, è stato tratto in arresto nell’ambito dell’operazione antimafia denominata "Rinascita Scott" lo scorso 19 dicembre. Secondo l'accusa ricoprirebbe un ruolo apicale all’interno della cosca di 'ndrangheta "Lo Bianco-Barba". Nell’ambito dell’indagine gli viene contestato il ruolo di promotore e organizzatore, con compiti organizzativi e decisionali, della cosca e, in particolare, tre distinte ipotesi estorsive, pluriaggravate, nei confronti dei altrettanti imprenditori. Per questi fatti è chiamato a rispondere per una vicenda estorsiva in concorso con Paolino Lo Bianco, per un'altra in concorso con Domenico Macri, detto “Mommo”, soggetti anche essi ritenuti apicali nell’ambito della cosca Lo Bianco-Barba e Pardea-Ranisi.
L'istanza di scarcerazione. Il difensore di Lo Bianco, l'avvocato Giuseppe Bagnato, aveva proposto ricorso al Tribunale del Riesame contestando il quadro indiziario e cautelare, e chiedendo comunque la scarcerazione anche in ragione dell’età avanzata dell’indagato. I giudici nel febbraio scorso confermavano la misura cautelare in carcere del Lo Bianco, proprio in ragione del ruolo di promotore a lui contestato, ravvisando pertanto la sussistenza di eccezionali esigenze cautelari. Successivamente il legale ha proposta istanza al gip competente, corredata da documentazione e consulenze medico-sanitarie, rappresentando che la situazione di salute del cautelato, unitamente all’età avanzata, fossero validi elementi da considerare ai fini dell’attenuazione della misura carceraria con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari.
Ai domiciliari. Il gip, valutando la fondatezza delle argomentazioni difensive, ha disposto la scarcerazione dell’indagato, detenuto al Pagliarelli di Palermo, concedendo gli arresti domiciliari.

