Rinascita-Scott, lascia il carcere e va ai domiciliari il cognato di Mommo Macrì
Passa dal carcere ai domiciliari Davide Inzillo, il 27enne di Soriano Calabro, cognato di Mommo Macrì, ritenuto a capo di uno dei gruppi di 'ndrangheta operanti nel Vibonese. Il giovane era stato arrestato lo scorso 19 dicembre nell'ambito della maxi operazione "Rinascita Scott". Il gip distrettuale di Catanzaro Barbara Saccà ha accolto l'istanza presentata dagli avvocati Francesco Sabatino e Giuseppe Morelli alleggerendo la misura cautelare. Inzillo è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di Domenico Moscato (zio del collaboratore di Raffaele Moscato), destinatario di una serie di intimidazioni sfociate in una richiesta estorsiva di almeno cinquemila euro.
L'altra scarcerazione. Analogo provvedimento è stato adottato nei confronti di un'altro indagato. Si tratta di Sandro Ganino, 36 anni di Acquaro, anche lui coinvolto nell'inchiesta "Rinascita-Scott" e finito in carcere lo scorso 19 dicembre. Il gip Barbara Saccà ha accolto le argomentazioni degli avvocati Antonio Barilaro e Sandro D'Agostino e concesso gli arresti domiciliari. E accusato in concorso con altre persone di rapina a mano armata aggravata dalle finalità mafiose ai danni della filiale di Ricadi della Banca di Credito cooperativo di San Calogero. Un episodio che risale al maggio del 2016. (mi.fa.)
