Crescono le richieste di asilo politico e la provincia di Vibo balza al secondo posto su scala nazionale nel rapporto tra numero di abitanti e migranti. Ecco chi gestisce le varie strutture

di MIMMO FAMULARO

Cresce il numero dei rifugiati in Calabria. Il record spetta alla provincia di Vibo Valentia dove nell'ultimo anno si è registrato un vero e proprio boom di richieste di asilo politico. Addirittura il Vibonese è al secondo posto su scala nazionale nel rapporto tra numero di abitanti e migranti.

I numeri. Sono oltre 600 i profughi che attualmente soggiornano nelle varie strutture d'accoglienza presenti sul territorio vibonese. Arrivano da tutti i paesi dell'Africa subsahariana ed in particolare dal Gambia, dal Senegal, dalla Nigeria e dal Mali. Un miscuglio di razze, etnie e nazionalità. Per lo più giovani che scappano dall'inferno nella speranza di trovare in Europa la loro "terra promessa". I minori non accompagnati, cioè ragazzi senza genitori o parenti al seguito, sono un centinaio, vengono affidati ai servizi sociali del Comune di Vibo Valentia e dislocate in apposite strutture convenzionate con la Regione e la Prefettura.

La mappa dell'accoglienza nel Vibonese. La rete dell'accoglienza produce un volume d'affari che nella sola provincia di Vibo Valentia sfiora gli 800 mila euro al mese. Così la solidarietà è diventata un business e ha portato alla proliferazione dei centri adibiti all'accoglienza dei profughi. Due le categorie: strutture di prima accoglienza che si occupano dei migranti appena sbarcati e gli Sprar, acronimo di sistema di protezione dei richiedenti asilo politico e rifugiati.

Prima accoglienza. La rete delle strutture di prima accoglienza si concentra quasi esclusivamente a Briatico in quelli che un tempo erano hotel e residence riservati a turisti e che ora, grazie all'emergenza migranti, lavorano tutto l’anno, senza soluzione di continuità. L’Associazione Monteleone gestisce tre centri ubicati all’interno dell’hotel Costa Bella e in due alberghi siti località Torre Sant’Irene, a due passi dal mare. Circa 500 i posti a disposizione, oltre la metà occupati. Qualche chilometro più a nord, in località Punta Scrugli, sempre a Briatico, c’è un altro centro di prima accoglienza di proprietà della cooperativa Gemes di Lamezia Terme con i migranti ospitati all’interno di un altro albergo, l’Oasi. A Brognaturo, nel cuore delle Serre, nell’Hotel Lacina sorge un'altra struttura in grado di accogliere fino a 150 profughi. A gestire il servizio è la Cooperativa Stella del Sud.

Gli Sprar. Il secondo livello dell'accoglienza è conosciuto con il termine Sprar. Nel Vibonese proliferano soprattutto nell’entroterra e sono gestiti da altre coop. L’Atlante si occupa del centro di San Gregorio d’Ippona, la Corris ne ha uno a Fabrizia e, poi, ci sono quelli di Passalumari ad Arena, Mileto e Jonadi. L’Associazione Sud per l’Europa di Mileto gestisce infine due centri per minori non accompagnati che hanno sede a Drapia e a Jonadi e che fanno registrare, ormai da mesi, il tutto esaurito.

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