Riuniti gli Stati generali della sanità privata. Istituito il coordinamento per la costituzione della Confederazione della Sanità privata calabrese

Il dato è ormai assodato: il sistema assistenziale pubblico calabrese non funziona. Le lunghe liste d'attesa, l'elevato costo per le prestazioni sanitarie e le carenze di personale e strutture segnano profondamente la sanità pubblica calabrese. Tanto che un'utenza sempre maggiore sceglie di rivolgersi alle strutture dell'assistenza privata, che da tempo chiedono alla Regione di attivare quei processi burocratici che possano garantire, in favore dei calabresi, un sostegno del comparto privato sul sistema pubblico deficitario. Richieste rimaste per lo più inascotate e per quali oggi la sanità privata decide di scendere in campo in difesa dei diritti degli utenti calabresi. Si sono infatti riuniti quest'oggi a Lamezia gli Stati generali della Sanità a gestione privata. Un'adunanza nel corso della quale è stato istituito il Coordinamento delle associazioni per la costituzione della Confederazione della Sanità privata calabrese.

Tutti contro Scura. L'assemblea ha approvato all'unanimità un vero e proprio manifesto dei diritti dell'assistito, in cui si definiscono metodi e modi di intervento da seguire per il miglioramento dell'offerta sanitaria regionale. Un documento che allo stesso tempo è un concentrato di osservazioni e note con cui si ribatte agli ultimi atti del commissario Scura - i decreti 25, 26, 27 e 30 del 2016 - e contro cui gli Stati generali della sanità a gestione privata promuovono l'impugnativa dinnanzi al Tar. Ai presidenti, delegati, Giovanna D’Ingianna, Edoardo Macino e Michele Garo è stato affidato il compito "di trasmettere il documento approvato al Consiglio regionale convocato per la giornata di domani, al presidente della Regione, al dipartimento Tutela della salute ed all’ufficio del commissario ad acta con la precisa richiesta di un incontro finalizzato alla revisione dei citati decreti, entro il prossimo 11 aprile". Provvedimenti assunti con la promessa di ritrovarsi ad una grande manifestazione di protesta, "nel caso di esito infruttuoso delle iniziative". (i.l.)

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