Asilo nido Vibo, pasticciano gli uffici del Comune: l'affidamento non è valido
La gestione dell'asilo nido comunale di Vibo Valentia è stata affidata a seguito di una serie di errori da parte degli uffici Comune. A metterlo nero su bianco è stato il Tar della Calabria che, sabato 27 marzo, ha annullato l'affidamento dell'asilo accogliendo il ricorso presentato dalla cooperativa Vibosalus. Con tanto di condanna a pagare le spese comunali sia per l'Ente che per la cooperativa che era risultata vincitrice del bando, la "Santa Chiara". "Siccome noi avevamo sollevato diverse questioni in Commissione - ha detto oggi in Consiglio comunale il consigliere del Pd Stefano Soriano - e lei sindaco Limardo aveva detto che garantiva sulla regolarità della procedura, ritiri la sua delega alle Politiche sociali, visto che attualmente ne ha 25 e non riesce a seguirle tutte". Il primo cittadino, infatti, è anche "assessore" al Welfare dopo aver revocato la delega a Franca Falduto, rimasta a occuparsi solo dell'Istruzione.
"Non so dell'esistenza di questa sentenza. In ogni caso - ha risposto il sindaco Maria Limardo - sono procedure che appartengono all’aspetto gestionale che non è politico". E sulla mancata costituzione in giudizio del Comune: "Noi non ci costituiamo in giudizio perchè non abbiamo da preferire una parte piuttosto che l'altra, ma se il Tar ha rilevato un errore ben venga". Ribadendo inoltre che "se la commissione esaminatrice ha aggiudicato la gara a una ditta piuttosto che a un'altra noi non possiamo che prenderne atto". Ricordiamo che si tratta di una gara dal valore di 180mila euro e che la commissione - nominata dalla dirigente del settore Adriana Teti - aveva ritenuto "anomala" l'offerta della cooperativa Santa Chiara salvo poi, a seguito di alcune motivazioni, ritenerla valida.
"Sull'asilo nido ci siamo battuti parecchio - ha dichiarato Francesco Colelli, coordinatore cittadino del Partito Democratico - denunciando una scelta anomala di un'amministrazione... distratta. Oggi il Tar dà ragione alla vecchia cooperativa, confermando i nostri dubbi e condannando il comune a pagare le spese legali. Una pessima figura di un'amministrazione fallimentare e presuntuosa". (a.s.)

