Si chiude in via definitiva la vicenda giudiziaria che ha coinvolto un uomo di 60 anni residente a Favara, al termine del giudizio della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna a 7 anni e 10 mesi di reclusione per gravi reati commessi ai danni della figlia.

La decisione della Terza Sezione penale della Suprema Corte rende irrevocabile la sentenza già pronunciata nei precedenti gradi di giudizio, ponendo fine a un lungo iter processuale che negli anni aveva attirato forte attenzione nell’Agrigentino.

Subito dopo la pronuncia, i carabinieri della Tenenza di Favara hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo. L’uomo, completate le formalità di rito, è stato trasferito in istituto penitenziario per l’espiazione della pena.

Nel procedimento sono diventate definitive anche le condanne nei confronti di altri tre imputati: la moglie e due cognati del sessantenne, ai quali è stata inflitta una pena di sei mesi di reclusione. Secondo l’impianto accusatorio, avrebbero reso dichiarazioni ritenute non veritiere nel corso delle indagini, contribuendo a ostacolare l’attività degli investigatori.

Le contestazioni riguardano una serie di episodi ricostruiti nel corso del dibattimento e confermati nei diversi gradi di giudizio, nei quali l’uomo è stato ritenuto responsabile di condotte violente e intimidatorie nei confronti della figlia, fino al tentativo di abuso, episodio che ha assunto particolare rilievo nel procedimento.

L’indagine era partita nel 2019, anno in cui l’uomo era stato arrestato. Successivamente era tornato in libertà per effetto dei termini di custodia cautelare, in attesa della conclusione del lungo processo.

Con la sentenza della Cassazione, la vicenda giudiziaria può ora considerarsi definitivamente chiusa, con l’esecuzione delle pene disposta dalle autorità competenti.