Un’emergenza silenziosa rischia di rallentare la macchina organizzativa per le prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. A Reggio Calabria è scattato il "codice rosso" per il reperimento dei presidenti di seggio: a fronte delle circa 200 postazioni da coprire, l’ufficio elettorale si trova a gestire una serie infinita di defezioni che mettono a dura prova la regolarità delle operazioni di voto.

Il prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, ha diffuso una nota ufficiale per accendere i riflettori su una criticità definita "allarmante". Nonostante l'avviso pubblico diramato da Palazzo San Giorgio, le adesioni volontarie sono ridotte al lumicino. Il dato più preoccupante riguarda però le nomine effettuate dalla Corte d'Appello: moltissimi cittadini, una volta ricevuto l'incarico, hanno comunicato la propria rinuncia, adducendo motivi di salute o improvvisi impegni fuori sede.

Il paradosso è che l'interesse teorico non è mancato. La Prefettura, in sinergia con l'Università Mediterranea, l'Ordine degli Avvocati e la stessa Corte d'Appello, aveva promosso sessioni formative che hanno registrato un'ottima affluenza. Tuttavia, questa partecipazione non si è tradotta in una disponibilità concreta sul campo, lasciando scoperti decine di uffici elettorali a meno di due settimane dall'apertura delle urne.

Davanti a questo scenario, il Prefetto ha lanciato un doppio appello. Da un lato ha chiamato in causa i movimenti politici, affinché sensibilizzino i propri sostenitori a farsi avanti per ricoprire questo ruolo tecnico e istituzionale; dall'altro si è rivolta direttamente ai reggini: "Non rinunciate a partecipare a questo fondamentale momento di democrazia", ha esortato la Vaccaro, richiamando i cittadini al senso civico e alla tutela del bene collettivo. Senza una risposta immediata, il rischio è quello di una corsa contro il tempo per evitare intoppi burocratici durante il weekend elettorale.