comune vibo (2)
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Non è solo un messaggio di vicinanza, ma un vero e proprio grido d'allarme quello che si leva dai vertici di Forza Italia Vibo Valentia. Dopo la brutale aggressione subita dall'architetto Andrea Nocita, dirigente dell’area tecnica comunale, il Coordinamento Provinciale, quello Cittadino e il movimento giovanile azzurro fanno fronte comune contro quella che definiscono una deriva criminale ormai insostenibile.

In una nota congiunta, gli esponenti di Forza Italia descrivono Nocita come un professionista esemplare che, pur venendo da fuori, ha dedicato anni di impegno caparbio al servizio della città. "Colpire lui significa colpire il cuore sano della macchina amministrativa", si legge nel comunicato. "Un uomo che mette le sue competenze al servizio del territorio con un’umiltà rara non può diventare il bersaglio di una violenza così vile".

Il partito sottolinea come l’episodio di Nocita sia solo l’ultima maglia di una catena di atti intimidatori che ha già colpito il presidente del Consiglio comunale, una dirigente finanziaria e i familiari di una consigliera. Una sequenza che ha trasformato la gestione della cosa pubblica in un'attività ad alto rischio. "Siamo di fronte a un’escalation che non può lasciarci indifferenti", incalza il movimento azzurro. "Non è più tempo di soli messaggi di vicinanza: è il tempo della fermezza e della protezione".

Il cuore della nota è un appello diretto al Prefetto, al Questore e a tutte le Forze Armate: Forza Italia chiede una presenza dello Stato ancora più incisiva e tangibile. L'obiettivo è chiaro: liberare amministratori e funzionari dal "giogo della paura e della minaccia fisica".

La battaglia, secondo il coordinamento, non è solo politica ma generazionale. "Lo chiediamo per noi, ma soprattutto per le nuove generazioni. È in gioco il diritto di far crescere i nostri figli in una terra di legalità e opportunità, non di bastonate e roghi".

Mentre la città attende risposte investigative sull'agguato a Nocita, Forza Italia promette di "fare muro" contro ogni prevaricazione, ribadendo che il lavoro onesto non sarà fermato da chi conosce solo il linguaggio della violenza.