Vibo, l'opposizione attacca: "Maggioranza arrogante, volta le spalle alla città"
Richiesto Consiglio straordinario su P.E.E., deposito Eni e delocalizzazioni. "Il tempo stringe"
“Arrogante, presuntuosa e totalmente ripiegata su se stessa. Questa è la fotografia dell’attuale maggioranza che guida il Comune di Vibo Valentia”. È l’attacco frontale con cui si apre la nota dei gruppi consiliari di opposizione dopo quanto accaduto nel tardo pomeriggio di lunedì 15 giugno, quando – a loro dire – si sarebbe consumata “una pagina d’aula preoccupante”. Secondo i consiglieri di minoranza, nel corso di una riunione informale convocata dal Presidente del consiglio comunale con i gruppi di maggioranza per discutere della richiesta di consiglio straordinario avanzata dall’opposizione, la coalizione di governo avrebbe scelto “la via del muro contro muro”, rifiutandosi di sottoscrivere il documento. A non firmare, sempre secondo la nota, sarebbe stato anche il gruppo Democratici e Riformisti, che pochi giorni prima aveva presentato un proprio ordine del giorno “senza alcuna condivisione preventiva con i gruppi di maggioranza e opposizione”.
Nel documento si accusa, quindi, una parte della maggioranza di essere interessata “solo alle primogeniture (tra l’altro fallimentari) e ai comunicati stampa, non certo allo sviluppo di Vibo Marina e della città nel suo complesso”. Per le opposizioni, di fronte a “scadenze perentorie e alla tutela della pubblica incolumità”, la coalizione del sindaco Vincenzo Romeo avrebbe “preferito voltare le spalle alla città”, mostrando di essere “distratta da dinamiche interne, spartizioni e problemi di poltrona piuttosto che dai bisogni reali dei cittadini”.
Preso atto di questo “incomprensibile ostruzionismo politico”, i gruppi consiliari di opposizione – Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese, Insieme al Centro e Identità Territoriale, per un totale di 11 consiglieri – hanno protocollato formalmente la richiesta di convocazione del Consiglio Comunale straordinario e urgente. L’iniziativa è stata assunta, si legge, “avvalendosi del combinato disposto dell’art. 39, comma 2, del D.Lgs. n. 267/2000 (TUEL) e dell’art. 68 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale, che tutela il diritto democratico e ispettivo dei consiglieri per costringere l’amministrazione al confronto pubblico”.
Al centro della richiesta ci sono diverse questioni ritenute urgenti. In primo luogo, la scadenza del 28 giugno relativa all’aggiornamento del Piano di Emergenza Esterna (P.E.E.) dello stabilimento Meridionale Petroli S.r.l., per la quale la Prefettura ha fissato il termine ultimo per la presentazione delle osservazioni. “Il tempo stringe, ma l’amministrazione dorme”, denunciano i consiglieri. In secondo luogo, viene sollevata la questione del deposito ENI di Viale delle Industrie, con la richiesta di valutare il rischio industriale complessivo e l’impatto cumulativo sull’area portuale e costiera, soprattutto in vista della stagione estiva e dell’aumento della popolazione nella frazione marina. “Le vie di fuga e i piani di evacuazione sono adeguati?”, si chiedono le opposizioni.
Terzo punto riguarda la delocalizzazione dei depositi costieri e gli annunci del sindaco Romeo su un incontro a Roma con il Ministero previsto per il 7 e 8 maggio: “Ad oggi regna il silenzio assoluto: quell’incontro è mai avvenuto? Cosa è stato deciso? La città ha il diritto di sapere se si è trattato dell’ennesima passerella senza risultati”. Infine, viene contestata la mancata istituzione di una Commissione Consiliare Speciale, definita “una proposta di buon senso bocciata dalla maggioranza”, letta come ulteriore segnale di chiusura e assenza di confronto.
Nel comunicato, i consiglieri parlano apertamente di “classica parabola del re nudo”: “i vestiti invisibili fatti di annunci finti e proclami trionfali del sindaco Romeo sono caduti del tutto, mostrando un’amministrazione che brancola nel buio più totale, incapace di gestire qualsiasi cosa”. Le opposizioni accusano inoltre la maggioranza di “scappare per non dover ammettere il proprio totale immobilismo”, mentre il sindaco viene descritto come impegnato in “annunci su trasferte romane e tutele delle marinate”.
“Pensano solo a preservare le proprie poltrone, lasciando la cittadinanza senza risposte a pochi giorni da una scadenza fondamentale”, si legge ancora nella nota. Ora, secondo i firmatari, spetta al Presidente del Consiglio Comunale Antonio Iannello procedere con la convocazione obbligatoria dell’assise. “L’opposizione non farà sconti: l’epoca dei proclami e dei misteri è finita. Porteremo il Sindaco e la sua maggioranza in aula, davanti ai cittadini, a risponderne pubblicamente. La sicurezza di Vibo Marina e dei vibonesi non può aspettare i comodi di chi pensa solo a conservare il potere”.
