Andrea Nocita
Andrea Nocita

La seconda intimidazione nel giro di pochi giorni ai danni del dirigente del Comune di Vibo Valentia, Andrea Nocita, continua a suscitare reazioni nel mondo politico e istituzionale locale. Dopo la recente aggressione subita nei pressi della stazione di Vibo-Pizzo, l’incendio della sua automobile viene definito un ulteriore salto di qualità nella sequenza di episodi che lo hanno colpito.

Sul caso intervengono con una nota congiunta Cuore Vibonese e Noi Moderati, che parlano apertamente di un quadro “gravissimo e allarmante”. A firmarla il consigliere regionale Vito Pitaro, e i consiglieri comunali Giuseppe Cutrullà, Maria Rosaria Nesci, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria.

«La seconda intimidazione in pochi giorni ai danni del dirigente del Comune di Vibo Valentia Andrea Nocita rappresenta un fatto gravissimo e allarmante», si legge nella dichiarazione diffusa dai rappresentanti delle due formazioni. Nel testo viene sottolineato come, «dopo la brutale aggressione subita nei giorni scorsi, l’incendio della sua auto segna un’ulteriore escalation che colpisce non solo la persona, ma anche il ruolo istituzionale che ricopre al servizio della comunità».

Le forze politiche esprimono inoltre «piena solidarietà e vicinanza ad Andrea Nocita», definendo il gesto «vile e inaccettabile» e chiedendo «una risposta forte, chiara e immediata da parte delle istituzioni e dell’intera comunità».

Nel comunicato viene ribadita la necessità di un impegno comune per la tutela della legalità: «È necessario riaffermare con determinazione i principi del rispetto delle istituzioni, della legalità e della protezione di chi svolge il proprio lavoro con responsabilità e senso del dovere».

Non manca l’appello alla magistratura e alle forze dell’ordine affinché venga fatta piena luce sull’accaduto. «Auspichiamo che le autorità competenti facciano rapidamente chiarezza, individuando i responsabili e garantendo ogni necessaria tutela», sottolineano ancora Vito Pitaro, Giuseppe Cutrullà, Maria Rosaria Nesci, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria.