Comunali nel Vibonese, una sola lista in campo ad Acquaro, Monterosso e Spilinga: la sfida è contro il quorum
Il deserto degli sfidanti trasforma il voto in un referendum sulla partecipazione dove l'unica incognita resta il raggiungimento della soglia del quaranta per cento dei votanti per evitare il commissariamento
Il termine ultimo per la presentazione delle candidature ha sancito una geometria elettorale insolita per una parte della provincia di Vibo Valentia dove il countdown verso il 24 e 25 maggio si è concluso senza il rumore della competizione tradizionale tra schieramenti opposti. Ad Acquaro Monterosso Calabro e Spilinga le porte degli uffici comunali si sono chiuse su un unico faldone depositato trasformando la campagna elettorale in un percorso solitario che nasconde l'insidia tecnica del mancato raggiungimento del quorum strutturale.
Ad Acquaro il ritorno di Giuseppe Barilaro con la lista “Un tempo nuovo” segna il tentativo di restituire stabilità a un ente reduce da una consultazione nulla e dal successivo commissariamento dopo che lo scorso novembre l'astensionismo aveva congelato la vita democratica del paese. Anche a Monterosso Calabro lo scenario è mutato repentinamente nelle ultime ore con il passo indietro di Marisa Galati che ha lasciato il sindaco uscente Antonio Lampasi come unico protagonista della scheda elettorale impegnato ora a convincere i cittadini dell'importanza di convalidare il suo terzo mandato consecutivo. Situazione speculare si vive a Spilinga dove la compagine guidata da Enzo Marasco non ha trovato oppositori ufficiali rendendo la riconferma del primo cittadino dipendente esclusivamente dall'affluenza alle urne.
La normativa vigente stabilisce infatti che in presenza di una sola lista l'elezione sia valida solo se si reca ai seggi almeno il 40 per cento degli elettori iscritti escludendo dal conteggio i residenti all'estero. In questo contesto il dibattito politico locale perde i connotati dello scontro tra candidati per assumere quelli di una chiamata alla responsabilità collettiva dove il silenzio delle urne rappresenterebbe l'unico vero avversario capace di fermare la formazione delle nuove giunte.
