Comune di Vibo, Palazzo Luigi Razza fuori controllo: il veleno è dentro le mura?
L'offensiva criminale penetra nel cuore dell'ente: la minaccia consegnata a mano all'assessore Talarico svela la vulnerabilità di un Ente ormai sotto scacco
Non si tratta più di una sequenza di isolati eventi o di un’emergenza sporadica ma di un vero e proprio assedio alle istituzioni che sembra alimentarsi proprio all’interno delle mura di Palazzo Luigi Razza dove il controllo appare ormai del tutto svanito. L’ultimo bersaglio di questa spaventosa offensiva è l’assessore al Personale e al Contenzioso, Marco Talarico, il quale è stato destinatario di una lettera e di un messaggio che non lascia alcuno spazio a interpretazioni con un perentorio «Il prossimo sarai tu!» che ha fatto scattare immediatamente l'allerta massima.
La gravità dell’episodio risiede soprattutto nelle modalità di consegna poiché la busta non è transitata per i normali canali postali ma sarebbe stata depositata a mano direttamente negli uffici comunali suggerendo che l'autore della minaccia possa muoversi indisturbato nei corridoi dell'Ente. La stanza dell'assessore è stata subito isolata dai poliziotti della Scientifica che hanno setacciato l’area alla ricerca di impronte digitali o frammenti di DNA mentre lo stesso Talarico veniva ascoltato a lungo in Questura per cercare di risalire all'origine di un gesto che dimostra una spavalderia senza precedenti.
Questa minaccia non è che l'ennesimo tassello di una strategia del terrore che sta sistematicamente colpendo le figure chiave della macchina comunale vibonese in un’escalation di violenza iniziata ormai quasi un anno fa. Tutto ha avuto inizio nel luglio del 2025 quando l'auto di Claudia Santoro, dirigente agli Affari Finanziari, è stata distrutta da un rogo doloso che ha dato il via a questa di intimidazioni. La violenza si è poi spostata pericolosamente sulla sfera privata degli amministratori nel dicembre del 2025 quando il marito della consigliera Laura Pugliese è stato vittima di un brutale raid punitivo venendo assalito nel proprio esercizio commerciale da due sicari incappucciati e armati di manganelli. Il “salto di qualità criminale” si è però registrato nel gennaio del 2026 con l'attentato ai danni di Antonio Iannello, presidente del Consiglio comunale, contro la cui auto sono stati esplosi diversi colpi di pistola proprio mentre l’uomo stava rincasando in un agguato che solo per puro caso non si è trasformato in omicidio.
La tensione è diventata insostenibile negli ultimi giorni quando ad essere colpito è stato Andrea Nocita il dirigente all'Urbanistica che è stato raggiunto da un agguato a bastonate nei pressi della stazione ferroviaria confermando che nessuno all'interno del Comune può considerarsi al sicuro. Il clima a Vibo Valentia è ormai quello di una città militarizzata dove tra le scrivanie e gli uffici dei settori più delicati serpeggia una paura costante e le istituzioni si trovano oggi davanti a un bivio drammatico tra la necessità di continuare a lavorare e l'evidenza di una sicurezza personale diventata ormai un optional. Mentre le indagini procedono serrate per capire come sia possibile che un ignoto latore possa violare il cuore del potere cittadino la città intera attende una risposta ferma di fronte a una violenza che nasce e prolifera proprio all'interno dell'istituzione che dovrebbe combatterla.
